Per gli appassionati e i curiosi del jazz c’è un nuovo posto nella capitale meneghina, dove scoprire, apprendere e godersi le sonorità della musica afroamericana. Non è un nuovo locale esclusivo e blasonato, destinato agli esperti e ai cultori del genere, ma un intero quartiere. Gruppi musicali, artisti emergenti e grandi ospiti, milanesi, nazionali e internazionali, si alternano esibendosi non solo sui palchi delle strutture abitualmente dedicate allo spettacolo, ma anche nelle strade, nelle piazze e nei mercati. La zona è quella di Città Studi, che sorge intorno al Politecnico e all’Università degli Studi di Milano e si estende nella parte ovest della città, verso la stazione di Lambrate.

Dalla fine dell’ottobre scorso è stata ribattezzata Area M (dove M sta per Musica), dal progetto artistico che aspira ad avvicinare il grande pubblico a una musica di nicchia, erroneamente ritenuta elitaria, ma in continua ascesa. Un’iniziativa innovativa dal valore culturale ma anche territoriale, che punta a far rivivere l’alto numero di spazi esistenti nel quartiere, poco conosciuti o inutilizzati, rivelandone la bellezza e restituendoli a chi ci vive. Luoghi come l’Orto Botanico, la sala Attilio Levi e l’Auditorium concentrati nella via Valvassori Peroni, la Basilica dei S.S. Achilleo e Nereo, l’Aula De Donato del Politecnico, l’Auditorium Casa dello Studente, lo Spazio Patio, la piazza Leonardo Da Vinci, l’Upcycle Café e l’Osteria di Lambrate sono lo sfondo di concerti di musica jazz, eventi culturali e di teatro musicale, questi ultimi portati in scena con la collaborazione dei due teatri presenti nell’area, il Menotti e il Leonardo.

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Un’offerta di 130 appuntamenti in un anno, dai prezzi più che onesti, quando non a ingresso gratuito, per coinvolgere non solo chi abita il quartiere, ma tutta la città. E per rendere l’iniziativa ancora più popolare è stata creata una card che permette di ottenere degli sconti sul biglietto dei concerti, degli spettacoli teatrali e presso i negozi convenzionati che credono nell’attività di Area M.

Un progetto di inclusione sociale che, per i prossimi tre anni, vuol far uscire le persone da casa per incontrarsi, conoscersi, socializzare e discutere, vivere la propria realtà a ritmo di jazz. L’idea è nata dalla cooperativa Arti e Corti, diretta da Emilio Sioli Legnani, che da 8 anni cura il Festival Jazz il Ritmo delle Città, una manifestazione itinerante che porta nelle periferie milanesi le note della musica jazz. Sotto la sua guida, ha riunito alcune fra le più importanti realtà culturali cittadine, per dare continuità al festival e creare una salda rete di collaborazione sul territorio. A farne parte, tra gli altri, la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, che contribuisce a formare i musicisti di domani, le due compagnie di produzione teatrale Tieffe Produzioni e Cooperativa Quellidrigrock, e le tre orchestre jazz, ognuna con il proprio carattere musicale personale: l’Artchipel Orchestra, dal repertorio più contemporaneo e “progressive”, l’Orchestra di Via Padova, attenta ad esplorare i territori etnici del jazz sudamericano e africano, e il Jazz Club Milano, dal linguaggio più affine al jazz afro americano.

Un approccio diversificato e multiculturale, come il progetto stesso vuole essere, che parte dall’identità di un quartiere per mescolarsi con quelle che lo abitano, in un continuo scambio e confronto pacifico ed educativo, proprio come nelle più riuscite jam session.

(Per le immagini in evidenza: Photo Credits Roberto Cifarelli)

di Vanna Sedda

www.puntarellarossa.it