Scandalo affittopoli romana: stanare i “fortunati” degli affitti stracciati e tutelare le fasce deboli che non saranno penalizzate dall’operazione di controllo a tappeto. Questo, in sintesi, il ruolo della neonata task force, insediata al Comune di Roma e presieduta dall’ex pm Alfonso Sabella. “Accerteremo chi ha illegalmente subaffittato e chi non aveva titolo per occupare gli appartamenti e, se scopriremo reati, li denunceremo in procura”, assicura Sabella che, oggi assessore alla Legalità dal sindaco Ignazio Marino, è incaricato di indagare sulla situazione degli immobili del Campidoglio e sulla loro vendita, in discussione in queste ore.

“Siamo in possesso di un elenco di abitazioni in cui mancano all’appello tanti nominativi – dichiara il magistrato a ilfattoquotidiano.it – e temo che in quel dato mancante si possano nascondere gli abusi”. Il riferimento è alla lista stilata dall’Assessore al Patrimonio di Roma Capitale, Alessandra Cattoi, con un buon dieci per cento di omissis. Controlli della task force saranno rivolti anche nei confronti della società Romeo che si è occupata di gestire gli immobili in questi anni. Parliamo di 571 immobili con affitti bloccati da 15 anni, un’evasione annua di 8 milioni l’anno nonostante i canoni siano a volte ridicoli, più 17,5 milioni di bollette non pagate, e l’ambizione di stimare un incasso di 300 milioni proveniente dalla dismissione.

Morosi e debitori hanno anche un diritto di prelazione
L’ottanta per cento degli affittuari, s’è scoperto analizzando la lista Cattoi, sono morosi e in alcuni casi sono debitori, verso l’amministrazione comunale, di centinaia di migliaia di euro ciascuno. Ma c’è più di un problema. Innanzitutto il diritto di prelazione, con sconto del 30 per cento, che in queste ore sta calando al 15, per chi abita gli immobili, o addirittura azzerandosi per i morosi: sembra davvero una beffa premiare chi, non pagando per anni cifre irrisorie, può ora acquistare a prezzi stracciati immobili di grande pregio. E ancora: come comportarsi con chi ha evaso per cifre nel complesso milionarie i soldi da versare nelle casse della Capitale. E infine: come mai la società Romeo non ha mai denunciato nulla? Entro questa mattina verrà presentato in commissione Patrimonio il maxi-emendamento della maggioranza che tenterà di sanare le anomalie della delibera di giunta, su cui le opposizioni hanno depositato oltre 7mila emendamenti. Intanto Fdi e M5s, sulla questione “affittopoli” hanno appena presentato due esposti alla Corte dei conti. La lista Marchini ha chiesto anche l’intervento dell’Autorità nazionale anti corruzione di Raffaele Cantone.

C’è chi paga 14 euro per un monolocale in zona Colosseo
Il sindaco ha annunciato che nella prevista dismissione degli immobili, prevista con uno sconto del 30 per cento, non vi sarà alcun diritto di prelazione per gli affittuari che non risulteranno in regola con i pagamenti. E dall’elenco degli inquilini emergono nomi e casi molto singolari. Si va dai 158mila euro di morosità accumulati da un negozio di Arte e scenografia, ai 128mila euro della Galleria Luxardo, ai 140mila dell’Antica Fonderia Lefevre. C’è chi paga 14 euro al mese per un monolocale in zona Colosseo, per esempio, o chi 23 euro in via dei Coronari a due passi da piazza Navona: ha accumulato 97mila euro di affitti non pagati per almeno 12 anni.

La cooperativa di Buzzi canone di 15mila euro l’anno
Anche la sede di Via Pomona di Salvatore Buzzi, arrestato per associazione mafiosa nell’inchiesta di Mafia Capitale, compare tra gli immobili che il comune vuole dismettere. Si tratta del complesso immobiliare composto da cinque locali di circa 1.000 mq e 2550 mq di esterni. La coop di Buzzi, secondo quanto dichiara il consigliere Giordano Tredicine paga un canone annuo di circa 15mila euro l’anno, in virtù della valenza sociale delle attività svolte in tema di inserimento nel mondo del lavoro di persone in difficoltà. Mentre le carte di Mafia capitale hanno mostrato che il Comune spendeva da tempo cifre ben più alte per affrontare l’emergenza abitativa.

Hotel Richmond hotel a 4 stelle e 168mila euro non pagati
Siamo in largo Ricci, nella zona dei Fori Imperiali, praticamente a ridosso del Colosseo. Al civico 36 c’è l’ingresso dell’hotel Richmond – in realtà vi si entra dal civico 37, hotel Rome – che è una struttura a 4 stelle con 13 stanze per gli ospiti. Ecco la descrizione che l’albergo pubblica sul suo sito web: “Affacciato sullo splendido scenario del Colosseo e del Foro Romano, l’Hotel Richmond vanta la connessione WiFi gratuita presso la reception e una posizione privilegiata ad appena 300 metri dai suddetti punti di riferimento rinomati in tutto il mondo. Ospitato in un incantevole palazzo storico, a sole 2 fermate di metropolitana dalla Stazione Termini”. Ecco, per l’incantevole palazzo storico, di proprietà del Comune, nonostante anni di affitto agevolato, la proprietà dell’albergo ha accumulato ben 168mila euro di affitti non pagati. Eppure per una matrimoniale standard, volendo prenotarla online, mentre scriviamo chiedono un prezzo di ben 310 euro per una sola notte.

Morosi anche Rc, Vicariato, Ghetto e operai della Croce
In piazza Belli – nel cuore di Trastevere – c’è una storica sezione del partito Rifondazione comunista. Canone mensile dovuto al Comune: 16mila euro l’anno. Morosità accertata dalla lista Cottai: 74mila euro. Siamo di fronte a quattro anni e mezzo di canoni non pagati. Via dei Bresciani è una stradina a pochi metri da Campo de’ Fiori. Ai civici numero 1 e 2 c’è un palazzo di tre piani e ben 872 metri quadri affittato a un’associazione religiosa: i silenziosi operai della croce. A quanto ammonta il loro affitto? Ben 6 euro al mese. Se non bastasse, secondo le testimonianze raccolte nei giorni scorsi da la Repubblica, la struttura subaffitta le proprie stanze a circa 500 euro mensili. La comunità ebraica invece, per due appartamenti da 150 metri totali in zona Ghetto, versa un affitto di circa 8mila euro l’anno: 180 euro al mese in media per appartamento. Eppure è morosa per 12mila euro. Per l’abitazione in via Cialdini, utilizzata dal vicariato di Roma, nessuna morosità: il Comune gliel’ha affidata a titolo gratuito.

Aggiornato da Redazione web alle 15.40 del 17-2-2015

Riceviamo e pubblichiamo dai Silenziosi Operai della Croce

“In merito all’articolo dal titolo “Affittopoli Roma, per un monolocale al Colosseo c’è chi paga 14 euro” del 17.2.2015 della giornalista Loredana Di Cesare, i Silenziosi Operai della Croce richiedono formale e immediata rettifica. Innanzitutto gli stabili concessi in affitto dal Comune ai Silenziosi Operai della Croce (sin dal 1966 con regolare contratto) non sono stati mai fittati a terzi e non vi è mai stata alcuna forma di ricavo da essi a beneficio dei Silenziosi Operai della Croce. Il quotidiano on line ilfattoquotidiano.it nell’articolo del 17.2.2015 oltre all’errato indirizzo civico, sostiene che: “Ai civici numero 1 e 2 c’è un palazzo di tre piani e ben 872 metri quadri affittato a un’associazione religiosa: i silenziosi operai della croce. A quanto ammonta il loro affitto? Ben 6 euro al mese. Se non bastasse, secondo le testimonianze raccolte nei giorni scorsi da Il Messaggero, la struttura subaffitta le proprie stanze a circa 500 euro mensili”. Dette affermazioni – anche quelle del Messaggero riportate dalla giornalista – non corrispondono alla realtà dei fatti e risultano essere oggettivamente false riguardo al coinvolgimento dell’Associazione Silenziosi Operai della Croce. Da ciò il motivo della richiesta della rettifica integrale secondo le disposizioni di legge vigenti in materia. Si precisa dunque che l’articolo pubblicato il giorno 17.02.2015 resta gravemente lesivo dell’immagine dell’Associazione fondata dal beato Luigi Novarese nel 1950, impegnata nella cura e nel sostegno degli ammalati”.

Risponde Loredana Di Cesare

Prendiamo atto della vostra smentita ma i dati riportati sono stati ricavati dall’elenco della Romeo gestioni Srl che in questi anni ha gestito gli immobili del Comune. Sarebbe interessante, visto la denunciata infondatezza della cifra, conoscere il reale importo del vostro canone poiché nella lettera non è specificato e l’avremmo pubblicato volentieri. Così come prendiamo atto della posizione della associazione riguardo alla tesi del subaffitto. Altri quotidiani, tra i quali la Repubblica –  non il Messaggero come erroneamente indicato e con il quale ci scusiamo – sostengono di aver intervistato una vostra inquilina 88enne che dichiara di pagare 500 euro mensili di affitto.