“Con il decreto anti-terrorismo abbiamo affermato il principio che per i sospettati di terrorismo si può usure lo stesso sistema di regole che si usa per quelli di mafia”. Così il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha spiegato insieme al ministro della Difesa Roberta Pinotti e al titolare della Giustizia Andrea Orlando le novità contenute nel decreto approvato dal Cdm. “Sono stati inoltre rafforzati – ha aggiunto Alfano – i poteri di espulsione dei prefetti nei confronti degli stranieri sospetti e quelli per il ritiro del passaporto e di documenti validi per espatrio”. I punti salienti: diventa reato andare a combattere all’estero in organizzazioni terroristiche, alla Procura nazionale antimafia sarà affidato anche il coordinamento delle attività di anti-terrorismo, possibilità per gli 007 di deporre nei processi mantenendo l’anonimato, oscuramento dei siti che inneggiano alla jihad  di Manolo Lanaro