Il Movimento 5 Stelle ha raccolto il numero minimo di firme per chiedere un referendum sull’uscita dall’Euro. Beppe Grillo ha dato l’annuncio all’incontro con la stampa estera, dove si è fatto fotografare con il cartello: “Obiettivo raggiunto: già 50mila firme per l’uscita dalla moneta unica”. Al suo fianco, ad aprire la conferenza stampa, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s. In un weekend i grillini hanno superato le sottoscrizioni necessarie per la richiesta di legge di iniziativa popolare. E’ solo il primo passo di un lungo percorso: si dovrà poi chiedere la calendarizzazione del ddl di riforma costituzionale che potrebbe autorizzare la consultazione sull’uscita dalla moneta unica. Intanto continuano la campagna di promozione dell’iniziativa. Grillo avrebbe dovuto essere in questi giorni a Bruxelles per lanciare la raccolta firme, ma ha annullato all’ultimo ed è tornato a Roma per vedere la stampa estera.

Tante le domande dei giornalisti della stampa estera che chiedevano informazioni soprattutto sulla exit strategy prevista dai 5 stelle in caso l’Italia uscisse veramente dall’Euro. Grillo ha difesa l’iniziativa: “Siamo nati per espandere la democrazia in questo Paese. Vogliamo fare un referendum popolare come abbiamo fatto nel 2007, quando abbiamo chiesto a cittadini se erano d’accordo a buttare fuori i corrotti dal Parlamento, se erano d’accordo su due legislature e poi a casa, e se erano d’accordo sulle preferenze nella legge elettorale. Noi abbiamo sempre fatto quel che abbiamo detto. E dobbiamo combattere con questi attraverso la televisione. Ma la tv non ha memoria, ci mischia con i partiti e la gente non distingue più”. Secondo il comico i 5 stelle andranno presto al potere in Italia: “Dovevamo governare noi perché abbiamo vinto le elezioni del 2013, ma il presidente della Repubblica non ci ha affidato l’incarico. Se non ci facciamo del male da soli, non ho dubbi che governeremo questo Paese”.

All’incontro con la stampa estera anche i senatori Barbara Lezzi e Alberto Airola e i deputati Laura Castelli e Giorgio Sorial. “In un solo weekend”, ha detto Di Maio, “abbiamo raccolte le firme per depositare il referendum sull’euro. Questo è un riscontro molto importante per i cittadini. Sicuri che nei prossimi mesi raccoglieremo milioni di firme per uscire dall’euro. Svezia e Danimarca sono stati gli unici due Paesi ad esprimersi sull’euro e hanno detto di no. Qualcuno pensa sia un gesto azzardato, ma è un modo per far aprire gli occhi alla gente. La verità è che dobbiamo stare in parametri anacronistici e in uno scheletro anacronistico che non ci permette di avere sovranità. Il referendum – aggiunge ancora Di Maio – è solo il primo atto, speriamo che anche negli altri Paesi ci sia un sussulto. Abbiamo raggiunto più di 50 mila firme, i cittadini italiani vogliono decidere sull’euro, noi faremo tutte le procedure. Dovrebbe essere buona pratica quella di far decidere i cittadini sui trattati europei”.