Era scomparsa 40 giorni fa. Era uscita di casa per fare jogging, come sempre, lungo il fiume Fibreno. Ma non era più rientrata. Di Gilberta Palleschi, l’insegnante di inglese di Sora (Frosinone), nessuna traccia. Fino a oggi. Il suo cadavere è stato trovato in una cava a Campoli Appennino. A svelare ai militari e al pm come è morta l’insegnante è un muratore di 43 anni, Antonio Palleschi, stesso cognome ma nessuna parentela con la donna, che è stato interrogato e fermato dai carabinieri. Ha cercato di violentare Gilberta lungo il fiume. L’ha picchiata con calci e pugni. L’ha caricata in macchina e portata nella cava. L’ha finita colpendola alla testa con una pietra. Il giorno dopo è tornato per avere un rapporto sessuale con il cadavere.

Antonio Palleschi ha precedenti per violenza sessuale e nel 2009 scontò un anno in carcere per un tentato stupro. Anche per questo motivo sul manovale si erano concentrate le indagini fino al fermo di oggi. Palleschi ora si trova nel carcere di Cassino. Il corpo, senza vestiti addosso, è stato scoperto questa mattina (10 dicembre) intorno a mezzogiorno, a circa 20 chilometri dal luogo dove la 56enne fece perdere le sue tracce. Dopo il ritrovamento i carabinieri di Sora hanno convocato Roberto Palleschi, fratello della donna, per effettuare il riconoscimento e il test del Dna. Gilberta Palleschi è scomparsa lo scorso primo novembre quando uscì di casa in località San Martino, a Broccostella. Lungo il fiume Fibreno sono stati trovati alcuni oggetti tra cui il suo cellulare. La professoressa di inglese era molto stimata a Sora, anche per il suo impegno sociale: aveva un incarico regionale all’Unicef. I familiari in questi mesi hanno lanciato appelli e partecipato a ricerche sul territorio. Da oltre un mese in centinaia tra carabinieri, volontari e vigili del fuoco si sono impegnati nelle ricerche della donna. “Per la nostra città è una vicenda terribile, anche per come si sono svolti i fatti. C’è grande dolore e sono vicino alla famiglia Palleschi”. Lo dichiara il sindaco di Sora, Ernesto Tersigni.