Arrivano domani in Commissione giustizia della Camera le proposte di riforma sulla prescrizione, tema ritornato incadescente dopo la fine nel nulla, in Cassazione, del processo sulle vittime dell’amianto. Terminato un lungo ciclo di audizioni, la commissione inizierà l’esame delle tre proposte di legge sul tema. Le proposte sono a firma del M5s (Andrea Colletti), del Pd (Donatella Ferranti) e di Scelta civica (Andrea Mazziotti Di Celso). I relatori, i deputati Giuseppe D’Ambosio (M5s) e Sofia Ammodio (Pd), sono al lavoro – viene riferito – per mettere a punto il testo base, ma come annunciato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sul tema in settimana dovrebbe arrivare un testo del governo. Secondo fonti di Palazzo Chigi, le norme sulla prescrizione contenute nel ddl delega Processo penale – varato lo scorso 29 agosto dal Cdm – potrebbero essere scorporate e presentate alla Camera come provvedimento a parte. Secondo quanto apprende l’agenzia Public policy , infatti, il disegno di legge sul penale, il ddl delega Processo civile e la riforma della magistratura onoraria (ferma alla Ragioneria dello Stato per problemi di copertura finanziaria) dovranno essere varati nuovamente dal Cdm, visto che hanno subito delle modifiche.

Il ddl delega Penale, secondo le bozze circolate nei mesi scorsi, oltre al congelamento della prescrizione per due anni in caso di condanna di primo grado, prevede una riforma complessiva del processo penale, lo stop ai ricorsi in Cassazione se un imputato ha avuto sentenze conformi in primo grado e in appello, sia in caso di doppia condanna sia di doppia assoluzione; limiti all’utilizzo e alla pubblicazioni delle intercettazioni telefoniche, con tutele ulteriori per chi è stato ascoltato senza essere indagato.

La giustizia si conferma un campo minato per la maggioranza guidata da Matteo Renzi. Il gruppo Ncd ha annunciato che diserterà i lavori della Commissione giustizia in attesa del “chiarimento nella maggioranza richiesto dal capogruppo Maurizio Sacconi a seguito del ripetersi di maggioranze spurie su provvedimenti di elevato significato politico”, si legge in una nota del partito di Alfano. Nella nota, Ncd sottolinea che una “maggioranza spuria” si era creata in commissione al Senato “in occasione dell’esame del ddl sulla responsabilità civile dei magistrati e, paradossalmente di nuovo, si è ripetuta nello stesso giorno in cui la maggioranza si era ricomposta con una mediazione del governo, producendo una ulteriore lacerazione sulla rilevanza dei figli nel ‘divorzio breve‘”. Ma a preoccupare gli alfaniani è soprattutto il pacchetto di misure in arrivo: “La intensa stagione di riforme e di provvedimenti nell’agenda della Commissione giustizia richiede infatti – conclude il gruppo Ncd del Senato – la massima coesione nella maggioranza che, solo una volta prodottasi, non esclude più ampi consensi”. Risultato, nel pomeriggio la Commissione giustizia del Senato è stata costretta a sospendere la seduta per mancanza del numero legale, dovuto alle “troppe assenze”, rinviandola a domani. All’odg ci sarà il ddl sulle unioni civili. Oltre ai senatori Ncd, che hanno disertato i lavori in attesa di un chiarimento nella maggioranza dopo l’ok al “divorzio lampo”, erano assenti anche esponenti Pd, Sel e Sc. Ma il Pd ha diramata una secca precisazione: “Contrariamente a quanto riportato da alcune agenzie di stampa, questo pomeriggio tutti i senatori del Partito Democratico hanno partecipato regolarmente ai lavori della commissione Giustizia ad eccezione di Felice Casson, che era in missione autorizzata”.