Si chiama Gill Rosenberg, 31 anni, canadese con passaporto israeliano, ed è la prima donna straniera ad arruolarsi alle milizie curde che combattono l’Isis in Siria. Gill, da quanto rivela una fonte curda, si troverebbe nel nord-est siriano, affiliata tra le soldatesse dell’YPJ, il principale nucleo di guerriglieri curdi presenti nel Paese. La Rosenberg, canadese di White Rock con un passato nell’aviazione di Israele, è partita dalla sua casa di Tel Aviv il 2 novembre, si è fermata ad Amman, per poi volare alla volta di Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno. Da lì, la Siria. Ma è fitto però il mistero attorno alla figura della “guerrigliera”, dopo che i giornali israeliani hanno rivelato il suo passato burrascoso, con tre anni trascorsi nelle carceri degli Stati Uniti.

In un’intervista a “Israel Radio” di lunedì, Rosenberg ha detto di trovarsi in Iraq, dove si stava addestrando con i combattenti dell’YPG, con cui si era messa in contatto su internet: “Sono nostri fratelli, brave persone, amano la vita come noi” – ha spiegato, prima di rivelare che era pronta a partire per la Siria. Malgrado non ci sia alcuna ufficialità che la voce (con chiaro accento canadese) dell’intervistata fosse la sua, una fonte interna alla radio lo assicura. I movimenti della Rosenberg sarebbero continuamente aggiornati nel suo profilo Facebook, ma anche qui non c’è alcuna sicurezza che l’account sia autentico. Da quanto si legge, la presunta Gill si  mostra determinata: “Nell’esercito israeliano gridiamo ‘Aharai!’. Mostriamo all’Isis cosa significa!”. Una foto di sabato 9 novembre la ritrae fra le montagne presso Nisibis, in Turchia, al confine siriano.

Yahel Ben-Oved, la sua avvocatessa israeliana, ha rivelato di non avere notizie sul suo arruolamento con i curdi, malgrado si siano sentite di recente. Daniel Lieber, suo vecchio amico assicura: “È sempre stata interessata alle questioni politiche e sempre filo-israeliana. È incredibilmente forte, nella mente e nel corpo”. Adiv Sterman, del quotidiano “Times of Israel”, parla invece del suo presunto passato burrascoso, descrivendola, nel titolo, come una “gifter”, una truffatrice.

La vicenda risalirebbe al 2009, quando con un’operazione congiunta, Fbi e polizia di Tel Aviv avrebbero arrestato la Rosenberg insieme ad altre undici persone, tutte con passaporto israeliano, che hanno finto di aver messo in piedi una lotteria a premi, riuscendo a truffare diverse persone, per lo più anziani, tutti cittadini americani. La 31enne e i complici avrebbero frodato fino a 25 milioni di dollari. Gill, secondo la tv israeliana “NRG news” avrebbe provato invano, dopo l’arresto, a entrare nel Mossad, il servizio segreto di Israele. Fallito questo tentativo, sarebbe quindi stata estradata negli Stati Uniti, condannata a 4 anni di reclusione, ridotti a 3 dopo il patteggiamento. “Times of Israel” scrive che a rivelarlo è uno dei suoi legali che ha citato anche le carte processuali.

Ma il quotidiano è anche uno dei più vicini al governo di Benjamin Netanyahu, che ha recentemente messo su un giro di vite su quanti vadano a combattere in Siria con lo Stato Islamico o si arruolino con i ribelli al regime di Bashar Assad. Israele vieta espressamente ai suoi cittadini di entrare in territori considerati “nemici”. In sostanza, la Rosberg, qualora tornasse in suolo israeliano, rischierebbe nuovamente l’arresto. Inoltre, anche il Canada ha simili preoccupazioni per i suoi cittadini che si trovano in Siria. Entrambi i paesi hanno comunicato di seguire attentamente il caso di Gill.

La situazione militare tra le due forze armate, nel villaggio di Kobani, nel Kurdistan siriano al confine con la Turchia, è in stallo da settimane. Nonostante abbia perso circa 600 combattenti, l’Isis controlla ancora il 40 % di quel territorio. I guerriglieri curdi hanno recentemente avuto l’aiuto di circa 150 peshmerga, l’esercito curdo iracheno, che hanno portato nella zona armi e viveri.