Dopo la realtà virtuale (ti metti in testa una sorta di casco e interagisci in un nuovo ambiente), la realtà aumentata (i Google glass per esempio forniscono informazioni aggiuntive su ciò che vedi, un monumento o altro) arriva la blended reality che fa rima con le stampanti 3D.

Hp sta per mettere in vendita il nuovo Sprout pc, all-in-one da 23 pollici senza tastiera e mouse, ma fornito di schermo touch, scanner, sensore di profondità, videocamera e proiettore ad alta definizione che permettono di prendere un oggetto, renderlo digitale e introdurlo nel pc. Effettuata la scansione 3D, l’oggetto compare sul display di Sprout. Ma questo è solo il primo passo. Sprout costa 1899 dollari e prevede l’assistenza di personale specializzato che spiegherà come si utilizza. La parte realmente rivoluzionaria però arriverà fra più di un anno, nel 2016, quando sempre Hp lancerà sul mercato una stampante 3D in grado di utilizzare una più ampia varietà di materiali a un costo inferiore rispetto alle stampanti attuali. Combinando la stampante con Sprout sarà possibile eseguire la scansione di un oggetto, modificarlo e stamparlo. Per questo si parla di blended reality dove fisico e digitale si fondono. La tecnologia utilizzata da Hp è la Multi Jet Fusion, che promette di essere dieci volte più veloce delle attuali tecnologie.

La tecnologia non è stata sviluppata pensando al mondo consumer, ma l’abbinamento con Sprout potrebbe dare una forte spinta alla diffusione delle stampanti tridimensionali. Come al solito le previsioni degli analisti sono improntate a un grande ottimismo. Secondo Gartner, società di ricerca specializzata nel mondo Ict, questo segmento di mercato dovrebbe crescere più del doppio ogni anno per il periodo che va dal 2015 al 2018 quando saranno circa 2,3 milioni gli esemplari in circolazione.

Dopo il 2015 è previsto un calo graduale dei prezzi, ma già oggi sono presenti modelli nella fascia di prezzo 1-1.000 dollari. Questa segmento vale l’11,6% del mercato e dovrebbe superare il 28%. La previsione è che le printer 3D si diffonderanno soprattutto nelle aziende (in Italia già oggi il settore orafo e gli odontoiatri ne fanno un un buon uso), ma con la diffusione delle funzionalità plug & print, per stampare come si fa oggi con un normale foglio di carta, arriverà anche il mercato consumer. Anche se ci metterà qualche anno per svilupparsi.