Il nuovo presidente della Provincia di Parma è Filippo Fritelli. Le preferenze dei 609 elettori del parmense si sono concentrate sul giovane sindaco di Salsomaggiore Terme, che ha battuto lo sfidante Fausto Ralli, collega del comune di Bore. Fritelli, che appartiene al Pd, è ben visto anche dai Cinque stelle e dal centrodestra, tanto che proprio intorno alla sua figura in un primo momento le forze di diverso colore, compreso il Movimento con Federico Pizzarotti, avevano preso accordi per correre con una lista istituzionale trasversale. La mossa di Pizzarotti però, in antitesi con il diktat di Grillo che aveva intimato ai suoi di non partecipare alla spartizione di poltrone, aveva fatto finire il primo cittadino di Parma nell’occhio del ciclone, tanto che il sindaco, investito dalle polemiche sul web dopo che la notizia era stata diffusa, aveva deciso di fare un passo indietro.

Tuttavia Pizzarotti, pur avendo rinunciato alla candidatura, ha scelto di votare per le elezioni provinciali aperte a tutti gli eletti del parmense, e così hanno fatto molti dei suoi consiglieri di maggioranza. “Avevo detto che avrei votato, perché è un diritto costituzionale – ha spiegato il sindaco al fattoquotidiano.it – e così ho fatto. Ciascun membro della maggioranza ha fatto quello che riteneva giusto in coscienza, non ci sono state direttive in particolare”. A votare sono state 497 persone, pari all’81,6 per cento degli aventi diritto. I voti espressi dalla città di Parma per la presidenza sono stati in tutto 27, segno che solo 5 consiglieri comunali non si sono recati alle urne e che quindi la maggioranza dei Cinque stelle ha partecipato alla consultazione, anche se molti tra i votanti hanno scelto l’astensione. Le preferenze a favore di Fritelli sono infatti state 11, 5 sono stati i contrari e altri 11 gli astenuti. “Con la maggioranza abbiamo discusso sulle persone che erano candidate – ha spiegato Marco Bosi, il capogruppo in consiglio comunale del M5S, che ha deciso di presentarsi alle urne – E ognuno farà la sua scelta. Votando, non votando oppure annullando il voto. Non c’è un sentire comune, ciascuno farà quello che sente giusto”.

Alcuni consiglieri Cinque stelle invece hanno scelto di non partecipare, in linea con i principi del Movimento. È il caso di Fabrizio Savani, che nelle scorse settimane aveva precisato che non avrebbe preso parte alla consultazione “non condividendo la formazione di una lista congiunta del M5S di Parma con i partiti Pd e Pdl e non condividendo neppure la partecipazione del movimento pentastellato alle elezioni in questione”. Della stessa linea anche Mauro Nuzzo, che negli ultimi tempi si è schierato contro la sua stessa maggioranza criticando aspramente le scelte dell’amministrazione Pizzarotti, definendole non coerenti con i principi Cinque stelle. “Non ho votato, e facendo parte dei Cinque stelle dovrebbe essere strano il contrario, visto che il Comune di Parma è già rappresentato nell’assemblea dei sindaci – ha chiarito Nuzzo – Queste nuove province sono una replica peggiorativa delle precedenti, che comportano una spesa maggiore e non considerano il peso dei cittadini”.

Nei Cinque stelle l’argomento province ha diviso attivisti e rappresentanti eletti già nelle scorse settimane, non solo per la vicenda della candidatura di Pizzarotti, ma anche per quella di Marco Fabbri, sindaco di Comacchio che ha invece deciso di candidarsi e alla fine è stato eletto nel nuovo consiglio provinciale. Nonostante questo, per ora il suo posto nel Movimento non sembra essere messo in discussione dai vertici, che invece più volte hanno fatto vacillare la posizione di Pizzarotti.