Le imprese italiane sono sempre meno ottimiste sul futuro. Lo segnala l’Istat, evidenziando come la fiducia continua a scendere di mese in mese. A settembre l’indice è calato a 86,6 punti dagli 88,1 di agosto. Il clima di fiducia nell’evoluzione dello scenario economico peggiora in tutti settori. Con il calo più drastico per le aziende di commercio al dettaglio e terziario. La flessione di 1,5 punti è la più ampia del 2014, tanto che per trovarne una più negativa bisogna risalire a dicembre 2013.

L’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere, invece, scende a 95,1 da 95,4 di agosto. Migliorano le attese di produzione (da 1 a 2 il saldo) ma peggiorano i giudizi sugli ordini (da -25 a -27); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino rimane stabile a 3. L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un miglioramento per i beni di consumo (da 94,7 a 95,5) e per i beni strumentali (da 95,6 a 96,0) e un peggioramento per i beni intermedi (da 96,8 a 95,8).

L’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende a 75,4 da 76,7 di agosto. Rimangono stabili (a -48) i giudizi sugli ordini ma peggiorano lievemente le attese sull’occupazione (da -22 a -23). L’indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi scende in modo drastico a 84,9 da 87,4 di agosto. Peggiorano i giudizi sugli ordini, il cui saldo passa da -11 a -17, sono stabili a -5 le relative attese; diminuiscono leggermente le attese sull’andamento dell’economia italiana (da -33 a -34 il saldo). Nel commercio al dettaglio, l’indice del clima di fiducia scende nettamente, registrando un livello di 92,5 da 97,7 di agosto. La fiducia peggiora sia nella grande distribuzione (da 96,5 a 90,5) sia in quella tradizionale (da 99,3 a 94,8).