Il Senato ha votato la fiducia al governo e ha respinto l’emendamento della Lega nord alla legge europea 2013-bis che puntava a reintrodurre nel testo la responsabilità civile dei magistrati (già stata introdotta alla Camera con voto segreto in Aula con un emendamento sempre della Lega, e poi soppressa l’8 agosto in commissione Politiche Ue al Senato). Per esprimersi a favore della fiducia i senatori hanno dovuto votare ‘nò all’emendamento in questione: la votazione si è conclusa quindi con 159 no, 70 si e 51 astenuti. Ora l’Assemblea proseguirà con la votazione dei restanti emendamenti e odg alla legge europea. Quindi ci saranno le dichiarazioni di voto e il voto finale sia sulla legge europea 2013-bis che sulla legge di delegazione europea. Mentre per la legge di delegazione europea il voto finale corrisponderà con l’ok definitivo e il ddl diventerà legge, la legge europea, che è stata modificata in commissione al Senato (dove il governo ha soppresso cinque articoli presenti anche nel dl Competitività), dovrà tornare alla Camera in terza lettura.

“Il tema della responsabilità civile troverà spazio all’interno di più ampi provvedimenti in tema di giustizia che sono già all’attenzione della II commissione e del governo. Ricordo che anche M5s e Sel avevano sostenuto l’emendamento soppressivo dell’articolo 1. Polemizzare appare non solo pretestuoso ma alquanto sterile”, ha detto Valeria Cardinali (Pd), relatrice sulla Legge europea 2013-bis, rispondendo a quanti contestano la decisione del governo di porre la fiducia. Intervenendo in aula all’inizio della discussione sulla legge europea 2013, la senatrice aveva spiegato che la scelta era maturata nel corso dell’esame in commissione ed era stata condivisa da governo e gruppi che avevano deciso di effettuare limitate modifiche al testo per pervenire rapidamente ad un’approvazione definitiva. Modifiche dovute, peraltro, alla sovrapposizione di alcuni articoli del ddl con il decreto Competetività, poi convertito in legge con i provvedimenti in tema di responsabilità civile dei magistrati all’esame della commissione Giustizia.

Il senatore del Carroccio Stefano Candiani, autore della proposta, ha protestato facendo presente che “dal 1986, governo Fanfani, preistoria della prima Repubblica, non si ricorreva alla fiducia su un singolo emendamento” e ha aggiunto: “Abbiamo piegato il governo, facendo emergere le sue incoerenze”. Il punto infatti è che sulla responsabilità dei magistrati c’è un testo del governo (già approvato dal Consiglio dei ministri) e al Senato, dove i numeri della maggioranza sono ballerini per via della sua natura assai composita, la fiducia serve all’esecutivo per evitare sgradevoli sorprese. Subito dopo, la seduta è stata sospesa e si sta riunendo la conferenza dei capigruppo.

Il presidente Pietro Grasso, al termine della conferenza dei capigruppo, ha riaperto la seduta dell’aula e avviato la fase della discussione. La prima chiama era fissata per le 13. Un voto di fiducia che sarà ‘al contrariò: votando ‘sì, infatti, i senatori daranno la propria approvazione all’emendamento negando, di conseguenza, il voto di fiducia all’esecutivo. Al termine delle votazioni l’Aula passerà alle dichiarazioni di voto sugli altri emendamenti e alle votazioni finali al provvedimento che si dovrebbero chiudere entro oggi.

“Ci troviamo di fronte alla solita contraddizione: non si vedeva dal 1986, governo Fanfani, un governo che ponesse la questione di fiducia su un singolo emendamento. Siete andati a ripescare le peggiori usanze della prima Repubblica per provvedimenti che dovrebbero avere un iter normale. Ci troviamo di fronte a un governo che non ha fiducia nella propria maggioranza”, ha detto in Aula Candiani, secondo cui “occorre affrontare con serenità questo tema perché non si può sempre attendere rinviando a un futuro provvedimento che si definisca la responsabilità civile dei magistrati”. “Vale la pena di ricordare che l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, per bloccare il quale il governo ha addirittura posto la questione di fiducia, è stato approvato alla Camera con ampia maggioranza”, ha rincarato la dose il senatore Lucio Barani del Gruppo Grandi Autonomie e Libertà.