“I giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del governo. Talmente segreti che non li conosce nemmeno il governo. #nonesiste #maddeche”. Da Forte dei Marmi, dove si trova in vacanza, Matteo Renzi con un tweet smentisce le indiscrezioni apparse su alcuni giornali. Anche se il premier non precisa quali siano questi “progetti segreti”, il riferimento è sulla presunta una trattativa (smentita da Palazzo Chigi) tra Roma e Bruxelles per allentare il patto di Stabilità e sulla notizia apparsa su la Repubblica, secondo cui l’esecutivo pensa a un prelievo sulle super pensioni superiori a 3.500 euro netti calcolate con metodo retributivo. Un’operazione che porterebbe nelle casse previdenziali dello Stato un miliardo l’anno. Soldi da destinare a chi, a pochi anni dalla pensione, perde il lavoro. Ma le risorse recuperate andrebbero a finanziare anche la cassa integrazione in deroga soprattutto per i lavoratori delle piccole e medie aziende in crisi. Il pacchetto pensioni sarà contenuto nella nuova legge di Stabilità che dovrà essere varata entro il 20 ottobre. Secondo il quotidiano di Largo Fochetti rimarrà invece invariata l’età pensionabile: 67 anni come fissato dalla riforma Fornero.

Ma con il suo cinguettio Renzi cerca di smentire anche le indiscrezioni su una “trattativa segreta”  tra il governo italiano e la Commissione europea per allentare il patto di Stabilità. L’Italia – assicurano da Palazzo Chigi – non sforerà il tetto del 3% del rapporto deficit-pil. “Resteremo dentro il tetto del 3%, non esiste – fa sapere il presidente del Consiglio tramite il suo staff – un problema Italia in Europa, semmai alla fine saranno i Paesi a sforare i parametri di Maastricht, vedrete alla fine saremo solo in quattro o cinque a rispettare i patti. Abbiamo sempre detto che l?europa non è solo spread e Maastricht, ora che la guidiamo noi è giusto dimostrarlo”.

 

Tornando sulle super pensioni si schiera contro l’ipotesi di un prelievo il democratico Cesare Damiano. Il presidente della commissione Lavoro alla Camera, sempre dalle colonne di la Repubblica, dichiara: “Sono assolutamente contrario al prelievo indiscriminato sulle pensioni per cifre non meglio precisate, per il solo fatto che sono state definite con il sistema retributivo. C’è il rischio che così si vadano a colpire le pensioni medie”. 

La soglia delle “pensioni d’oro”, afferma Damiano, “potrebbe essere quella individuata dal governo Letta: 90.000 euro lordi. Superata tale soglia si può intervenire con un prelievo sulla parte eccedente, a condizione che le risorse risparmiate vadano o a migliorare le pensioni più basse o a risolvere il problema dei cosiddetti esodati”.

Non solo pensioni, Damiano torna anche sull’abolizione dell’articolo 18: “Non verrà toccato. La battaglia estiva del Ncd si è risolta in un pugno di mosche: sia Renzi che Poletti hanno detto che non è questo l’argomento fondamentale. Anche perché si tratta di un falso problema: le aziende non chiedono di ridurre le tutele dei lavoratori, ma di abbassare il costo del lavoro”.

Sull’ipotesi di un taglio sulle super pensioni interviene anche l’ex viceministro dell’Economia Stefano Fassina: “Per ottenere miliardi bisognerebbe tagliare in modo drastico la parte superiore a quel livello di 2.500 euro e lo sconsiglio vivamente”.