Sono ore di angoscia a Osio Sotto e Gavirate, mentre la Farnesina è al lavoro ma dalla Siria ancora tutto tace. “Ha deciso di partire contro la nostra volontà, convinta che per aiutare i bambini siriani dovesse andare da loro. Ho provato in tutti i modi a dissuaderla”. Parla così in un’intervista a L’Eco di Bergamo Salvatore Marzullo, il papà di Vanessa, 21 anni, rapita in Siria una settimana fa con l’amica Greta Ramelli, 20 anni, di Gavirate (Varese). “Noi eravamo contrari all’ennesima partenza di Vanessa per la Siria – ha ribadito – questo era il suo terzo viaggio nel Paese. Ho provato in ogni modo a dissuaderla, fin dall’inizio: ero pronto a sostenere i costi di una fondazione, ma a patto che operasse qui in Italia, coordinando gli aiuti per la Siria. Invece lei non ha voluto sentire ragione: è così presa dal cuore da non usare la testa. I bambini sono la sua fissa: è per loro, per ‘i miei fratelli sirianì, come li chiama sempre, che ha fatto tutto questo”. “Li vedo molto attenti – ha aggiunto riferendosi al lavoro che la diplomazia sta svolgendo per arrivare alla liberazione delle due ragazze -, anche mercoledì ero a Roma per incontrare i funzionari del ministero. Ora aspetto soltanto la buona notizia”.

La casa della famiglia Ramelli, a Gavirate, resta invece chiusa. Su quanto sta accadendo a Greta, 20 anni, rapita in Siria insieme a Vanessa, la riservatezza si è fatta ancora più robusta di quanto lo sia già stata nelle primissime ore in cui si era diffusa la notizia. A parenti e conoscenti è stata data la consegna del silenzio non solo per favorire l’opera diplomatica della Farnesina, ma anche perché la famiglia Ramelli ha chiesto così, in maniera ancor più diretta dopo l’arrivo dei giornalisti, ieri, davanti alle finestre di casa. Non una parola dai vicini nè dagli ex insegnanti del liceo Rosetum di Besozzo. “Ho sentito la famiglia telefonicamente ma non sono andata di persona per una questione di sensibilità”, conferma il sindaco di Gavirate, Silvana Alberio, contattata al telefono. In paese, al momento, si è preferito non organizzare alcun appuntamento pubblico, per Greta, proprio per evitare di fare chiasso. “Come comunità – aggiunge il sindaco – partecipiamo all’apprensione della famiglia e speriamo che si risolva tutto al più presto e per il meglio. Ma pensiamo di aspettare un pò per organizzare iniziative, ne ho parlato anche con il parroco, ora c’è tanto clamore mediatico e la famiglia è già sotto pressione”.