“Sarà la capigruppo a decidere il calendario dei lavori e l’Aula, come sempre accade, avrà la possibilità di acconsentire o di correggere le decisioni che verranno prese. Noi senatori faremmo bene a seguire in modo diligente le modalità e le procedure che il nostro regolamento prevede“. Lo dice, nell’aula al Senato, il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, nel corso del dibattito sul rinvio a domani dell’inizio della discussione generale del Ddl Riforme. Una decisione che non piace a Loredana De Petris, senatrice di Sel: “Così viene impedito fisicamente di scrivere la relazione di minoranza. Vogliono applicare sulla riforma Costituzionale il contingentamento dei tempi (la cosiddetta ghigliottina) e di tutti gli altri provvedimenti – dal Ddl Anticorruzione al Decreto Competitività – non gliene importa nulla, perché l’unica priorità è portare a casa un a prima votazione sulle riforme Costituzionali”. “Zanda – accusa ancora la senatrice – protestava contro la riforma di Berlusconi che era da due mesi in Aula, denunciando che le minoranze dovevano esprimersi, ma evidentemente quando si passa al governo si dimentica tutto. L’obiettivo ora è l’approvazione del testo in prima lettura prima del prossimo 16 luglio, quando Matteo Renzi tornerà a Bruxelles per il nuovo appuntamento europeo”  di Manolo Lanaro