La Camera di Commercio del canton Ticino ha lanciato uno spot protezionista, invitando i consumatori a rivolgersi alle imprese locali. Un attacco istituzionale ad artigiani e piccole imprese italiane che da tempo si stanno lanciano alla conquista del ricco territorio elvetico, dove la crisi si è fatta sentire in maniera meno pesante. Secondo gli autori, lo spot è “contro la concorrenza sleale” dei vicini italiani che sempre più spesso vengono ingaggiati dai committenti svizzeri anche perché riescono a proporre prezzi più vantaggiosi. “Ogni goccia che cade lontano rende il vostro prato meno verde – recita la voce fuori campo -, investire nel giardino del vicino può essere pericoloso, nutriamo il nostro territorio, lavoriamo con le imprese locali”. Un messaggio che fa il paio, seppur in una veste più elegante, con a campagna razzista e denigratoria dell’Udc, il partito ultraconservatore che qualche anno fa aveva fatto affiggere manifesti che raffiguravano i lavoratori italiani come dei ratti intenti a rubare il formaggio svizzero. Il tema del frontalierato è molto sentito nel cantone di lingua italiana dove ogni giorno sono circa 60mila italiani che vi lavorano regolarmente. A questi vanno aggiunti i padroncini e gli artigiani presi di mira nello spot  di Alessandro Madron