Rio de Janeiro. Le ragazzine minorenni venivano avvicinate con la scusa dell’offerta di un pranzo in un ristorante ‘sicuro’. Da li all’offerta di denaro per avere rapporti sessuali il passo era molto breve. Sapevano infatti i clienti di poter contare su un albergo di fiducia dove non sarebbero stati chiesti i documenti di identità delle ragazzine di appena 15 e 17 anni. Per fortuna, lo schema che per gli sfruttatori doveva essere una business lucroso per tutto il periodo dei mondiali di calcio in Brasile, è saltato nel giorno dell’inaugurazione dell’evento. Con una misura inedita infatti, il delegato della Polizia Civile di Rio Marcello Braga Maia, titolare della sezione che si occupa di abusi contro infanzia e adolescenza, è riuscito a strappare alla magistratura la misura cautelare della sospensione delle attività economiche sia del ristorante, dove avvenivano gli incontri, che dell’albergo dove gli abusi erano consumati. 

I responsabili degli esercizi commerciali, entrambi nel quartiere di Copacabana, sono stati denunciati per “incentivo all’esplorazione sessuale di soggetti vulnerabili”. Le notifiche di chiusura al Ristorante e bar “Balcony” e all’“Hotel Lido”, sono arrivate il giorno dell’apertura dei mondiali. Durante le indagini precedenti all’avvio dell’evento sportivo, gli agenti della sezione specializzata hanno potuto infatti verificare come veniva portato lì avanti il business della prostiuzione minorile. Le due ragazzine di 15 e 17 anni provenienti dalla estrema periferia carioca, erano attirate nel bar per il pranzo. In quel modo, da un primo approccio si passava all’invito al sesso a pagamento. Il ristorante guadagnava lucro ‘indiretto’ dell’aumento della clientela, in maggioranza stranieri a conoscenza dell’organizzazione. Stessa cosa per l’albergo che incassava chiudendo un occhio sull’età delle ragazzine portate in stanza dai clienti, senza chiedere la registrazione degli ospiti, pur obbligatoria per legge. Secondo le indagini le baby prostitute guadagnavano 150 real a prestazione, circa 50 euro. 

Per molti brasiliani, l’arrivo dei ‘gringos’ in occasione della coppa del mondo di calcio è stato visto sin dall’inizio come un buon modo per guadagnare denaro facile. Tanto quanto nei momenti di maggiore affluenza turistica, quello che i più spregiudicati sono pronti a offrire agli stranieri, è quello per loro più difficile da trovare in Patria senza correre rischi enormi. Spesso si tratta di prostituzione minorile. Che questa sia ancora una piaga in Brasile è testimoniato dal fatto che per l’avvio della coppa del mondo di calcio 2014, il governo abbia inasprito le pene previste per questo reato. Dallo scorso maggio l’esplorazione sessuale di soggetti vulnerabili è considerato ‘crimine orribile’, e prevede una pena dai 4 a 10 anni di prigione. Il governo, con l’appoggio anche dei alcune associazioni come la Fondazione per l’infanzia e l’adolescenza, ha anche organizzato una complessa campagna informativa in tre lingue indirizzata agli stranieri, per informare i turisti che in caso di prostituzione minorile le punizioni sono molto pesanti e che non ci saranno sconti per i responsabili. Nonostante ciò però, il fenomeno pare difficile da arginare.

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