Hashim Thaci, premier uscente, è ancora il più votato in Kosovo ma le opposizioni rimontano rispetto alle attese. Le elezioni anticipate che hanno interessato tutto il Paese, compreso il nord e senza distinzioni di etnie, vedono in testa Thaci con il 31% e il suo Partito democratico del Kosovo (Pdk). Seconda la Lega democratica del Kosovo (Lkd), con circa il 26%. Un pezzo dell’alleanza governativa, invece, la Nuova alleanza del Kosovo (Akr) registra una battuta di arresto con solo il 4,7% raccolto. Delusione anche per il movimento nazionalista Vetevendosje (Autodeterminazione), votato dal 13,6% degli elettori, che invece sperava in percentuali “alla Farage”, mentre la sorpresa è rappresentata dal nuovo movimento “Iniziativa per il Kosovo” (fondato da due oppositori di Thaci nel Pdk) che raggiunge il 5% dei voti.

Già dalla scorsa notte Thaci ha annunciato il proprio successo, ringraziando per la fiducia nei suoi confronti e promettendo “un rinnovato impegno per riformare il Paese, migliorare l’economia e proseguire sulla strada dell’integrazione europea”. Ma proprio il leader di oggi deve convivere con un passato particolarmente scomodo: per anni ha guidato l’UCK, la milizia kosovara che combatteva contro le truppe di Belgrado. E’stato anche interessato da una serie di accuse pesanti, come traffico di droga, di esseri umani, di organi e torturatore secondo un report redatto dalla commissione di inchiesta del Consiglio d’Europa. In occasione dello spoglio non si è registrato alcun episodio legato alla legalità del voto, circostanza su cui nei giorni scorsi era intervenuta anche la Commissione Europea.

“L’Unione europea desidera vedere elezioni legislative libere, eque ed inclusive”, aveva detto alla vigilia elettorale fa il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, dal momento che queste sono “le prime elezioni dopo la conclusione dei negoziati dell’accordo di associazione” fra Ue­ e Kosovo. “Il Kosovo ­- ha aggiunto ­- ha fatto importanti progressi nelle sue relazioni con l’Ue e nella normalizzazione delle relazioni con la Serbia“. Il voto si presta ad una doppia lettura: da un lato i numeri hanno confermato in testa il partito del premier uscente, dall’altro le opposizioni insieme raggiungono quasi il 60%, quindi fiducia nel leader ma non nel suo partito e voglia di cambiamento nel Paese.

Se gli equilibri verranno confermati, difficilmente si potrebbe assistere ad un governo monocolore di Thaci, ma verosimilmente si andrebbe verso un governo di larghe intese per fare riforme e poi tornare al voto, come la stampa kosovara e albanese ha già fatto trapelare da questa mattina. Mero Baze dalle colonne del magazine Express osserva che il risultato è un chiaro segno di stabilità nazionale per il partito di Thaci, ma rappresenta una precisa richiesta di cambiamento della società kosovara, dal momento che gli elettori hanno eliminato dalla scena politica l’ex leader Behgjet Pacolli. Per cui, certifica, “i partiti dovrebbero rispettare quello spirito di cambiamento dando vita ad un esecutivo con un’ampia base, se l’opposizione non riuscirà a trovare un terreno comune per formare una maggioranza tutta sua”.

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