Rio de Janeiro – Ventimila uomini in strada: polizia federale, civile, militare e cinquemila soldati delle forze armate. Rinforzo ai settori di intelligence e controlli serrati sui social network per prevenire eventuali azioni di disturbo, scontri o manifestazioni violente. Sospese le operazioni in tutte le favelas non pacificate della città durante l’intero periodo dei mondiali. Così le autorità carioca si preparano ad affrontare il lunghissimo e complesso mese di Coppa del Mondo di calcio che inizia il 12 giugno. Enorme la spesa economica destinata alla sicurezza in una città, che alle gravi carenze storiche, vede aggiungersi un’offensiva della criminalità che inquieta non poco.

Ben 70 milioni di real in più sono state stanziati per attività varie, vista la grande necessità di queste settimane. La preoccupazione però è anche relativa alla stessa polizia. Come già accaduto in altri Stati brasiliani,gli agenti che rivendicano aumenti salariali e maggiori diritti sul lavoro potrebbe decidere di scioperare. Gli agenti della polizia militare sembrano aver escluso l’extrema ratio, quelli della polizia civile (che ha compiti solo di indagine) hanno invece già incrociato le braccia, senza che questo creasse gravi problemi. I poliziotti federali potrebbero astenersi dal lavoro a breve.

Il piano di sicurezza a Rio è stato presentato martedì alla stampa in maniera dettagliata. La polizia militare sarà impegnata nei principali luoghi turistici, con particolare attenzione al quartiere Copacabana dove sulla famosa spiaggia sarà installato un maxi schermo che trasmetterà le partite. Il neonato e specializzato “Batalhão de Grandes Eventos”, conterà con 8.132 agenti. Nei giorni nei quali ci saranno partite allo stadio Maracanã, il numero di agenti all’interno dello campo sarà di 360; ben 2.190, invece, all’esterno. La polizia federale concentrerà l’attenzione sul versante intelligence per identificare azioni sospette. Quanto alla polizia civile, monterà due unità di polizia giudiziaria distaccate nell’aeroporto Santos Dumont, nella zona sud della città e uno nei pressi del Maracanã. Rinforzo previsto anche per rispondere alle esigenze dei turisti. Polizia stradale e Forza Nazionale lavoreranno in particolare nel controllo delle vie di accesso alla città. I vigili del fuoco (che gestiscono anche parte del servizio di ambulanze) opereranno con lo stesso piano messo a punto per la Giornata Mondiale della Gioventù.

All’assetto di sicurezza prenderanno parte anche le forze armate, 5.300 uomini in tutto: 3.100 uomini dell’esercito, 1.300 della marina e 900 dell’aeronautica. Il coordinamento sarà gestito nel centro integrato di comando e controllo. Anche i servizi segreti entreranno in gioco per l’intero periodo del mondiale, concentrando l’attenzione in particolare per l’analisi dei social network e dei siti dove è possibile che si organizzino delle manifestazioni che sono comunque ampiamente annunciate.

Come per molte altre iniziative in termini di sicurezza pubblica a Rio, in primis la Upp, l’attenzione è concentrara sulla zona sud, che è destinata ad accogliere il maggior numero di turisti e l’area turistica del centro e del Maracanã per quanto riguarda le partite. I quartieri delle movida Lapa e Santa Teresa sono già militarizzati, pur non riuscendo tanta polizia a evitare le numerose rapine nell’area. La zona nord della città ad eccezione delle favelas pacificate sarà di fatto completamente abbandonata. L’annuncio relativo alla sospensione delle attività nelle comunità ha un duplice motivo: da un lato è impossibile far fronte a tutto con un numero enorme, ma comunque insufficiente di poliziotti per coprire evento e attività ordinarie; dall’altro, in questo modo si tenta di allentare la tensione e limitare la spirale di violenza che sta investendo la città. A tre settimane dall’inizio dei mondiali, ormai il dado è tratto, e a questo punto non rest ache verificare la tenuta della città alla prova di stress.

Twitter: @luigi_spera