Paola Bacchiddu? Non ha mica un sedere brutto, io l’ho visto. Ha un bel sedere. Parliamo del suo sedere, dai. Casca a fagiolo”. Così Vittorio Feltri commenta la discussa iniziativa del capocomunicazione della lista Tsipras, Paola Bacchiddu, che ha pubblicato su facebook una sua foto in bikini. Ospite di “Tango”, il talk show di approfondimento condotto da Ilaria D’Amico e Giuseppe Cruciani su Sky Tg24, l’ex direttore de ‘Il Giornale’ spiega: “Meglio parlare del sedere della Bacchiddu, perché non mi sembra che sull’Europa altri argomenti siano più importanti. Non si parla di Europa, né di come realizzarla, non si sa niente. Si parla solo della Merkel e non di cosa si vuole fare di questo scatolone vuoto che è l’UE. E quindi forse il sedere è qualcosa di appassionante in una discussione anche televisiva”. Più veementi i toni del giornalista dell’‘Espresso’ Tommaso Cerno, che accusa: “E’ straordinaria questa capacità che hanno gli italiani di trasformare la lista Tsipras, che in Grecia prende il 30%, in una lista che, appena arriva in Italia, prende il 3% tra tante fenomenologie che si concludono in questo sedere. Una trasformazione di quell’empatia di Tsipras, che vuole un’Europa mediterranea e che ha una capacità di essere sinistra in una maniera che in Italia non siamo mai riusciti, in una cosa noiosa e sbagliata: dal sedere fino alle liti tra gli intellettuali. Tsipras” – continua – “si è sicuramente pentito di aver portato la lista qui in Italia. Questa operazione del ‘lato B’ della Bacchiddu è simile a quella del ‘lato A’. Il sedere della Bacchiddu è quello che mancava per rovinare un progetto che ha invece un significato diverso e profondo”. Cerno poi evidenza le contraddizioni tra le quote rosa sventolate da Renzi e l’ipocrisia della sinistra con la trovata della foto. E aggiunge: “La Bacchiddu è stata autoironica? La provocazione, come l’arte, la poesia e la letteratura, non ha bisogno di essere spiegata. Quando tu devi spiegare che hai fatto una ‘provocazione ironica’, vuol dire che hai sbagliato e che devi fare un altro lavoro