Si allunga l’elenco degli aumenti di capitale con cui le banche italiane si rafforzano in vista degli esami comunitari (asset quality review e stress test della Bce). Il cda della Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha infatti deliberato una ricapitalizzazione fino a 750 milioni di euro, già assistita dalla garanzia di un consorzio composto da Mediobanca, Citigroup e JP Morgan. “Il capitale raccolto ci consentirà di supportare la nostra clientela nelle opportunità di crescita offerte da uno scenario economico le cui prospettive di ripresa appaiono, oggi, più concrete ed al tempo stesso di dotarci di un livello di patrimonializzazione adeguato che ci consentirà di affrontare con serenità l’esercizio del Comprehensive Assessment da parte della Bce”, ha dichiarato l’amministratore delegato Alessandro Vandelli.

Il cda ha convocato per il 6 giugno (il 7 in seconda) l’assemblea per l’approvazione dell’operazione, la cui esecuzione dovrebbe aver luogo “entro il 31 luglio 2014 e, comunque, non oltre il corrente esercizio”. All’esito della manovra l’indice di solidità patrimoniale Cet1 salirà dall’8,75% al 10,44%, al netto dei “potenziali benefici” legati all’adozione di modelli avanzati per la misurazione dei rischi. L’annuncio è stato accompagnato dall’approvazione dei conti trimestrali, chiusi con un utile raddoppiato a 31,2 milioni e ricavi in crescita a 565,1 milioni (+13,5%), grazie al buon andamento del margine di interesse e della finanza. Ad indebolire il risultato hanno contribuito le rettifiche su crediti, salite del 28% a 214,7 milioni, a causa del “perdurare della fase recessiva dell’economia” e “dell’applicazione di un approccio estremamente conservativo”. Su un totale di 45,8 miliardi di prestiti l’istituto emiliano ha in portafoglio 6,5 miliardi di crediti deteriorati, coperti al 38,5% da accantonamenti.

L’aumento della Bper porta a quasi 12 miliardi il totale delle manovre annunciate dalla banche italiane. Attualmente è in corso la ricapitalizzazione della Bpm (500 milioni), che segue quella conclusa con successo dal Banco Popolare (1,5 miliardi). Le operazioni più consistenti sono state varate da Mps (5 miliardi), della Popolare Vicenza (1 miliardo) e da Banca Carige (800 milioni). Ma al mercato si rivolgeranno anche Veneto Banca (500 milioni), Popolare di Bari (500 milioni), Creval (400 milioni), Popolare Sondrio (350 milioni) e Banca Marche (300 milioni).