Inizierà il 1° maggio e andrà avanti sino a domenica 4 la manifestazione ImolAyrton 2014, con la quale la cittadina romagnola dove il campione morì esattamente 20 anni fa, ricorderà Ayrton Senna. A risollevare un cartellone che sembrava povero di nomi importanti, arriveranno in Romagna Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, piloti oggi di quella Ferrari per cui il pilota di San Paolo del Brasile non riuscì mai a correre durante la sua carriera. All’evento – organizzato da Formula Passion, dal giornalista Ezio Zermiani, dal Comune e dall’Autodromo di Imola – parteciperà anche Gerhard Berger, il collega, compagno di squadra alla McLaren e amico di Senna; ci saranno poi Riccardo Patrese, Jarno Trulli e altri personaggi del mondo delle monoposto e in generale dei motori. Grande assente invece sarà il rivale storico del campione di San Paolo del Brasile, Alain Prost. Per la famiglia arriverà la nipote di Ayrton, Paula Senna Lalli. Non mancherà nella quattro giorni imolese un ricordo anche per Roland Ratzenberger, il pilota austriaco, quasi esordiente in Formula Uno, che il 30 aprile, 24 ore prima dell’incidente di Senna, morì durante le qualificazioni del Gran Premio.  

La scuderia Ferrari di fatto parteciperà al gran completo al tributo in onore del ferrarista mancato Ayrton Senna, con l’allestimento per il pubblico dei simulatori di guida e con una monoposto della passata stagione per delle “gare di pit-stop” riservate agli appassionati. Le manifestazioni di ImolAyrton inizieranno mercoledì 30 aprile, quando verrà celebrata una messa in ricordo di Ratzenberger e Senna. Poi dal 1° maggio diverse iniziative si svolgeranno tra il centro cittadino e l’Autodromo Dino ed Enzo Ferrari, teatro dei due incidenti mortali di quel week end di 20 anni fa: ci sarà una conferenza sulla sicurezza in Formula Uno, una cerimonia commemorativa alla curva del Tamburello, dove si schiantò la Williams Renault di Senna, una partita di calcio di beneficenza allo stadio di Imola, una corsa ciclistica da 100 chilometri lungo il tracciato, una gara di Kart. 

Sono oltre 200 i giornalisti provenienti da tutto il mondo accreditati per il tributo: Imola potrebbe tornare capitale dei motori per qualche giorno. Alcuni degli eventi sono a ingresso libero, mentre per altri è previsto il pagamento di un biglietto che non supera, per tutti e quattro i giorni, i 30 euro 

La parte più importante per i veri amanti dei motori e del mito brasiliano sarà tuttavia la mostra, che si terrà all’interno dell’autodromo, nel nuovo Museo Checco Costa. L’esposizione sarà curata da Claudio Giovannone, ambasciatore per l’Europa dell’Instituto Ayrton Senna, la fondazione benefica voluta dalla famiglia del pilota, che si occupa della cura dei bambini brasiliani più poveri. L’Instituto (cui andranno i fondi ricavati da una cena di gala che si terrà il 1° maggio all’autodromo di Imola) ha messo a disposizione molti dei cimeli da ammirare.

Saranno esposte tutte le monoposto guidate da Ayrton nel corso della sua carriera, a partire da due esemplari Formula Ford, la Van Diemen del 1981 e del 1982, passando per la Ralt RT3 Formula 3 del 1983 e la berlina Mercedes con la quale Ayrton Senna si impose nella singolare gara tra tutti i piloti di Formula 1 disputata al Nurburgring nel 1984, fino ad arrivare alle auto Formula 1. Ci saranno infatti la Lotus 98T “John Player Special” del 1986, la McLaren MP4/6 del 1991, la McLaren MP4/8 del 1993 e la Williams FW14 del 1994. Si potranno inoltre vedere le tute originali e i caschi utilizzati dal pilota brasiliano in gara in diverse stagioni sportive, tra i quali quello della sua prima vittoria al gran premio d’Estoril del 1985 e della sua ultima vittoria ad Adelaide in Australia nel 1993.

Intanto proprio la sorella di Senna, Viviane, che invece non sarà a Imola, in un’intervista alla stampa brasiliana è tornata su quel 1° maggio, quando la rottura del piantone dello sterzo causò la morte di suo fratello: “Tutti sono colpevoli per la morte di Ayrton e Ratzenberger, perché è stata necessaria la loro morte perché si prendessero in Formula Uno le misure di sicurezza che ci sarebbero dovute essere anche prima”.