“Tutti fuori a protestare per i nostri diritti”. Hanno scioperato per più tre ore davanti ai cancelli della loro scuola gli studenti del liceo classico Muratori di Modena, contrari all’annullamento dell’assemblea d’istituto dedicata al tema della transessualità che dopo due rinvii si sarebbe dovuta svolgere questa mattina, relatori l’ex deputata Vladimir Luxuria e il presidente dell’Arcigay cittadina, Alberto Bignardi, affiancati da un medico endocrinologo. E che invece è stata cancellata, di nuovo, per via della ferma opposizione di una cinquantina di genitori, mamme e papà di una trentina di alunni del liceo modenese che, informati dell’iniziativa organizzata dagli studenti, hanno preso carta e penna per interpellare l’ufficio scolastico regionale e provinciale, preoccupati che l’approfondimento “di un tema così delicato potesse influenzare profondamente i ragazzi”, se trattato in maniera “parziale e ideologica”. 

“Discutere di una questione attuale e contemporanea come la transessualità è un nostro diritto – sottolineano i circa 250 manifestanti via Twitter, seduti sui gradini che danno accesso alla scuola per leggere ad alta voce il regolamento studentesco in segno di protesta – e non è giusto che 50 genitori ci impediscano di farlo. Oggi qui a scioperare siamo più di 250, e dietro di noi ci sono ben più di 50 genitori”. Motivo della manifestazione, spiegano i ragazzi del Muratori, l’ennesima “interferenza” di quei 50 genitori contrari all’incontro dedicato al tema della transessualità, che ieri sera hanno ottenuto ufficialmente il rinvio dell’assemblea a data da destinarsi. Un rinvio con clausola, tra l’altro: se mai l’incontro si farà – riferiscono gli studenti – dovrà prevedere il contraddittorio, cioè la partecipazione di un esperto che probabilmente proverrebbe dall’area cattolica.

Nei giorni scorsi, infatti, il consiglio d’istituto aveva accolto la richiesta presentata dalle famiglie sfavorevoli all’iniziativa, che, “alla luce di un tema così delicato e complesso”, chiedevano “di poter verificare che le tematiche fossero trattate in modo completo, e che gli esperti invitati avessero una competenza accertata in grado di presentare ricerche e studi, oltre che ambiti differenti di riflessione”. “Tutti i nostri ragazzi, e in particolare gli studenti delle prime classi – è l’obiezione di mamme e papà detrattori dell’iniziativa – per età, formazione e livello di maturità potrebbero essere profondamente influenzati, nelle loro dinamiche interiori e interpersonali, da un approfondimento parziale o ideologico del tema”.

Risultato, l’appuntamento approvato dal preside Giuseppe Marotta e previsto per la mattina del 18 marzo è stato cancellato, nonostante, rivendicano gli studenti, “quell’assemblea fosse stata organizzata rispettando tutte le regole”. “A scuola c’è delusione – racconta Matteo Boccedi, studente del Muratori – la nostra intenzione era quella di trattare, molto semplicemente, il tema della transessualità, che è una questione attuale e contemporanea, senza alcuno sbilanciamento politico o ideologico. Perché questo, del resto, non è un argomento politico ma una realtà umana, che noi avremmo voluto approfondire dal punto di vista scientifico e umano”.

“Dispiace vedere che un’iniziativa organizzata dagli studenti di un liceo classico che conta circa 700 iscritti, ragazzi, non bambini, sia stata cancellata a causa di un gruppo di genitori contrari – commenta anche Bignardi – Da parte nostra, ovviamente, non ci sono problemi per il contraddittorio, tuttavia non credo che l’idea alla base dell’iniziativa fosse quella di assistere a un ‘transessuali contro Chiesa’, quanto piuttosto parlare con qualcuno in grado di spiegare loro come si vive la condizione di trans dal punto di vista umano. I ragazzi avevano già previsto, invitando un medico, una voce neutra che spiegasse loro la transessualità. Io e Vladi avremmo semplicemente raccontato loro come rapportarsi con questo tema, perché parlare di tolleranza è ancor più importante oggi che si verificano tanti episodi di bullismo. Niente di più”. “Per questo – continua il presidente di Arcigay Modena – non vedo come possa essere utile pretendere che al dibattito partecipi un esponente della comunità cattolica: un conto è avere Don Gallo che racconta le sofferenze vissute da chi è discriminato, ma qual è la funzione di dire ai ragazzi che i trans sono peccatori e che andranno all’inferno? Questo è un punto di vista già conosciuto”.

A questo punto è difficile dire se l’assemblea, che in città ha sollevato più di una polemica, con il senatore Carlo Giovanardi, Ncd, capolista dei detrattori, e Federica Di Padova, segretaria Pd Giovani democratici di Modena, alla guida dei ‘favorevoli’, in futuro si farà o meno. Annullato l’appuntamento del 18 marzo, l’ipotesi non confermata è che l’iniziativa sia rimandata ad aprile, ma la possibilità che a pochi giorni dalla nuova data ci sia un ulteriore rinvio è concreta. “Non sappiamo nulla di preciso – spiega Boccedi – forse l’incontro sulla transessualità si terrà ad aprile o forse cambieremo il tema. Il compromesso, cioè il dover introdurre tra i relatori anche un rappresentante della comunità cattolica, complica la situazione, perché noi non vogliamo parlare di religione, ma di una realtà umana”.