Era stato inghiottito dall’acqua del fiume Secchia la notte tra il 19 e il 20 gennaio. Viaggiava tra le vie allagate di Bastiglia a bordo di un gommone, per cercare di dare una mano nel mezzo di un’alluvione che aveva sommerso centinaia di case, campi e fabbriche della bassa modenese. Poi di lui nessuna notizia: i vigili del fuoco per giorni interi lo hanno cercato senza risultati. Fino a mercoledì 5 febbraio, quando nel corso di una riunione in Regione, hanno annunciato di aver ritrovato il cadavere di Giuseppe Oberdan Salvioli, unico disperso nella piena di due settimane fa. A confermare la notizia, che circolava da alcune ore, l’assessore all’Ambiente di Modena, Simona Arletti, sul suo profilo Facebook: “Ritrovato il disperso in area di Bomporto, l’annuncio dei vigili del fuoco dato in una riunione a Bologna con l’assessore regionale Gazzolo sul nodo idraulico di Modena”.

Quarantatré anni e una figlia di quindici, l’uomo viene travolto dall’acqua due settimane fa, mentre, con un amico, cerca di aiutare i vicini di casa, portandoli al sicuro. Ma quella notte a Bastiglia la corrente è fortissima. Impossibile mantenere il controllo del gommone. A un certo punto un detrito s’incastra nel canotto e taglia la camera d’aria. Il mezzo si ribalta e i due finiscono in acqua. L’amico riesce a salvarsi aggrappandosi a un guard rail, mentre Salvioli sparisce nel nulla. Per alcune ore gli amici e i familiari aspettano il miracolo. Ma poi passano i giorni nel silenzio, e mentre i modenesi sono impegnati a liberare le proprie case dal fango, le speranze di ritrovare vivo Salvioli si fanno sempre più deboli. I vigili del fuoco, insieme ai carabinieri e agli uomini della Protezione civile, setacciano la zona tutti i giorni, per due settimane intere, prima di trovarlo. Salvioli era parecchio conosciuto nel modenese, anche per via di quella fascia di “Babbo sorriso” vinta insieme alla figlia adolescente durante un concorso in Romagna.

L’uomo collaborava con l’impresa funebre di famiglia, mentre nella vicina frazione di Limidi, nei pressi di Carpi, gestiva da qualche tempo un distributore. Il destino si era già accanito su di lui. E non era stato tenero. Le scosse di terremoto del 20 e del 29 maggio del 2012 avevano danneggiato la sua abitazione, lasciandolo per molto tempo senza casa. La notizia del ritrovamento di Salvioli arriva a pochi giorni dalla prima stima dei danni dell’alluvione, che ha colpito bassa modenese. I dati li ha diffusi l’assessore regionale alle Attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, e parlano di almeno 400 milioni di euro buttati via, tra case, agricoltura e industrie. Numeri che però non sono ancora definitivi e potrebbero crescere nelle prossime settimane. “L’obiettivo è raccogliere tutti i dati entro il 28 febbraio per una stima più precisa” ha assicurato Muzzarelli in conferenza stampa, spiegando di aver già fatto appello al Governo per un provvedimento sui risarcimenti. “Stiamo sollecitando un decreto che tenga insieme il terremoto e l’alluvione, proprio perché lì ci sono persone colpite due volte. L’Emilia ha preso una seconda batosta”.