Gli inquilini delle case popolari del milanese hanno iniziato la loro protesta. Ieri si sono trovati sotto la sede di Aler Milano a far sentire tutto il malumore per gli aumenti dei canoni d’affitto già annunciati da chi gestisce il patrimonio dell’edilizia popolare. Incrementi anche di 200 euro al mese non possono essere sopportati in periodo di crisi economica e disoccupazione in continuo aumento. Si lamenta poi la scarsa manutenzione e visto il buco di Aler Milano – che è stato calcolato attorno ai 350 milioni di euro – in molti si sono domandati: che fine hanno fatto i soldi? Non sono mancati così alcuni momenti di tensione, quando un gruppo di inquilini ha deciso di bloccare il flusso del traffico dei mezzi pubblici. La situazione s’è poi normalizzata a tarda sera  di Fabio Abati