L’Agcom e l’Antitrust hanno avviato un’indagine conoscitiva sulla concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni. La lente di ingrandimento dei due garanti è puntata soprattutto sui servizi di accesso e sulle prospettive di investimento nelle reti a banda larga e ultra-larga, sia fissa che mobile. 

L’azione coinvolgerà gli operatori di settore. L’indagine tiene conto dei processi di convergenza che si stanno attuando a livello internazionale tra strutture di rete fisse e mobili. Ma i riflettori sono accesi anche sulle strategie degli operatori per condividere infrastrutture già esistenti e sugli investimenti comuni per realizzare reti di nuova generazione.

Per questo le Authority puntano ad acquisire informazioni relative alle prospettive del mercato, oltre che a elementi utili per definire strategie regolamentari adeguate all’evoluzione tecnologica e di mercato. Ma la verifica si concentrerà anche sulle maggiori criticità concorrenziali nella fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche. Oltre a “favorire la promozione degli investimenti infrastrutturali e dell’innovazione per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale per il 2020“.

Ma non è solo questo il motivo che spinge le due Autorità ad accendere il loro faro: si parla, infatti, anche della “rinnovata attenzione, anche a livello internazionale, in materia di sicurezza delle reti e di spionaggio informatico” e della “esigenze di tutela della sfera privata dei cittadini”. Tra gli obiettivi di fondo figurano anche la necessità di esaminare il settore in modo di delineare “le strategie regolamentari efficienti e il loro adattamento temporale”, nonché di “fornire un’informazione completa sull’evoluzione della qualità degli investimenti nelle reti in banda larga e ultralarga”, verificando le condizioni e le prospettive della concorrenza nel settore “in coerenza”, tra l’altro, “con il principio di neutralità della rete“.

Con questa mossa, inoltre, le due Autorità sembrano anche voler rimettere gli occhi su un settore che di recente è un pò sfuggito dal loro perimetro: la complessa vicenda di Telecom Italia e le preoccupazioni a livello politico per il destino della rete d’accesso hanno infatti portato il dossier direttamente nelle stanze di Palazzo Chigi, che ha affidato a un tris di esperti guidati da Francesco Caio uno studio sullo stato delle reti e sugli investimenti necessari al suo sviluppo.