Le condizioni restano stabili, ma Pier Luigi Bersani resta “in prognosi riservata”. I medici dell’ospedale di Parma hanno aggiornato il bollettino sulle condizioni di salute dell’ex segretario Pd, colpito da una emorragia cerebrale e sottoposto a un intervento chirurgico, confermando che per ora il paziente resta ricoverato in rianimazione e dovrà essere monitorato per almeno altri cinque giorni. 

Il personale sanitario confermano l’assenza di danni neurologici e che il decorso post operatorio è regolare. Comunque permangono potenziali pericoli. “Bersani rimarrà in terapia intensiva ancora per 4 o 5 giorni per monitorare le eventuali complicazioni neurologiche, che però per il momento non si stanno manifestando” ha spiegato Maria Luisa Caspani, direttore della prima anestesia dell’ospedale Maggiore di Parma, durante una breve conferenza stampa sulle condizioni dell’ex ministro. 

“Sostanzialmente non abbiamo nessuna novità particolare. Le condizioni di Pier Luigi Bersani restano stabili. Il paziente è cosciente, collaborante e permane l’assenza di deficit neurologico” dicono i medici. Il ricovero in terapia intensiva è il “percorso di prassi teso al più tempestivo intervento nel caso in cui si manifestassero “complicazioni che al momento non si stanno evidenziando”. Bersani “ha parlato anche oggi con i familiari”, unici che hanno accesso al reparto di rianimazione. 

Sui tempi necessari alle dimissioni “ci aspettiamo tempi medio-lunghi, ogni caso è diverso” spiega Caspani. Sulle cause del malore, che secondo alcuni potrebbe essere attribuito anche allo stress della vita politica, spiega: “Non possiamo escludere nulla ma non possiamo saperlo”. Infine sulla necessità di sottoporre Bersani a una eventuale riabilitazione, Caspani non si sbilancia: “Èprematuro parlarne, vedremo”. Il prossimo bollettino sanitario, il sesto, sarà diffuso tra ventiquattro ore.