Beppe Grillo ribadisce sdegnato che non c’è né ci sarà mai un qualsiasi asse con Forza Italia: “Siamo fieramente populisti, ma né di destra né di sinistra. Se Berlusconi è fuori dal Parlamento è merito esclusivo del M5S“. Ma il Cavaliere corteggia proprio i suoi elettori: l’obiettivo, dice, è convincere gli”indecisi”, che sono “tantissimi”, e quelli che hanno scelto Grillo e la sua “anti-politica distruttiva e giustizialista”. Così ecco un confronto a distanza inedito, anche se ovviamente non voluto da nessuno dei due leader. Da una parte il portavoce del Movimento Cinque Stelle che vuole scrollarsi di dosso i sospetti di un’improbabile alleanza con quello che per anni ha definito “psiconano” e dall’altra l’ex presidente del Consiglio alle prese con una sentenza definitiva sulle spalle, l’avvenuta decadenza del seggio da senatore e con una scissione del partito che guidava avvenuta un mese fa.

Fieramente populisti, ma né di destra né di sinistra, scrive Grillo sul blog. Lo ribadisce e lo rivendica una volta di più. Lo spunto è la convergenza avvenuta in alcune votazioni in Parlamento da parte dei rappresentanti di Forza Italia e Movimento Cinque Stelle, entrambi all’opposizione del governo Letta: “‘Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità’: lo disse Joseph Goebbels – scrive Grillo nel suo blog – I suoi numerosi proseliti nelle file del pdexmenoelle e nei media conoscono molto bene questo insegnamento. Lo praticano quotidianamente. Da settimane si associa il M5S a Forza Italia, accomunandole come in un nuovo Patto d’acciaio. Smentire queste balle fa venire il latte alle ginocchia”. “Discutere con degli imbecilli – continua il leader dei Cinque Stelle – ti fa passare per un imbecille. Ti passa la voglia. Ma questi non sono degli imbecilli, non sono neppure ‘le menti raffinatissime’ di cui parlò Falcone, sono però dei mentitori professionisti. Pagati per mentire. Conoscono il mestiere, l’arte di sputtanare, di depistare, di confondere. Se Berlusconi è fuori dal Parlamento è merito esclusivo, dal punto di vista politico, del M5S. Il pdexmenoelle non ha mosso un dito in venti anni di inciuci. Il voto palese e la calendarizzazione del noto pregiudicato sono stati possibili solo grazie al M5S”. Anzi, secondo Grillo “al momento del voto, i pdexmenoellini erano in lutto, votavano contro il loro vero segretario che li aveva mantenuti in vita per un ventennio, con cui avevano votato tutte le migliori porcate della loro vita, con cui avevano sostenuto insieme Monti e avevano formato il governo Letta. Epifani nel suo discorso di addio a Berlusconi alla Camera, piangeva come un vitello. Senza il M5S Berlusconi sarebbe ancora al suo posto. Con una capovolta Berlusconi è ora nostro alleato, all’opposizione. Quale opposizione?”.

Le alleanze variabili dunque sono altre: quelle tra Pd e centrodestra. “Per la decadenza della Cancellieri – ricorda Grillo – Forza Italia ha votato con il pdexmenoelle per non fare cadere Letta. Il governo non si tocca. La prima gallina che cinguetta ha fatto l’uovo e Berlusconi ha subito chiamato Renzie per complimentarsi. Lo aveva del resto già accolto ad Arcore subito dopo l’elezione a sindaco di Firenze”. E quindi ecco la conclusione: “Il M5S non è di destra, nè di sinistra, è dalla parte dei cittadini. Fieramente populista. Se una legge è buona la vota, se è cattiva non la vota, chiunque la proponga e chiunque voti le sue proposte di legge è benvenuto. Nessuna alleanza con i partiti che hanno trasformato una delle maggiori potenze industriali del mondo in uno sfacelo, né con il pdexmenoelle, né con Forza Italia”. 

Non c’è nessun patto, ma il Cavaliere è convinto che il bacino elettorale sia lo stesso. Vuole convincere indecisi e elettori del M5s: “Non credo sia difficile visto la gente che Grillo ha mandato in Parlamento e i risultati che hanno ottenuto” dice durante una telefonata alla sede di Forza Italia di Dozza, in provincia di Bologna. “Con Forza Italia – spiega – cerchiamo di convincere non solo i nostri elettori di sempre, ma anche convincere quegli elettori che sono indecisi e che sono tantissimi (il 40%) e che, disgustati da questa politica, hanno scelto un voto di protesta” e hanno trovato “una antipolitica distruttiva e giustizialista nel partito di Grillo”, ha detto il Cavaliere. “Questi cittadini – ha proseguito – sono un numero enorme, oltre 24 milioni e quindi abbiamo un terreno gigantesco da arare”, perché è “inutile convincere chi ha votato a sinistra ed è inutile convincere chi già ci vota, dobbiamo conservarli”, ma dobbiamo soprattutto “andare su questi 24 milioni per spiegare quale futuro ci sarà in Italia se alle prossime elezioni si mettessero insieme comunisti e grillini, giustizialisti e ipergiustizialisti; sarebbe veramente una tragedia e direi povera Italia e poveri noi”. Questo, ha proseguito l’ex premier, sarà il compito dei “nostri club”: anche perché, ha concluso, “gli elettori di Grillo non credo che siano così difficili da convincere visto che hanno potuto assistere alla gente che il M5S ha mandato in Parlamento e ai risultati della loro presenza in Parlamento”. Infine – oltre al consueto refrain sulla sinistra e sui pm “fuorilegge” che hanno “messo sotto i tacchi lo stato di diritto” – l’ennesimo occhiolino alle proteste dei cosiddetti “forconi”: “Questa rivolta è un sintomo grave di una crisi vera” che ha delle “ragioni profonde”. Questa volta evidentemente i ristoranti non sono più pieni.