“Ci sono alcuni connazionali di cui non abbiamo ancora notizie e che non riusciamo a contattare”. Così l’ambasciatore italiano nelle Filippine, Massimo Roscigno fa il punto parlando con l’Adnkronos sulle verifiche in corso nelle Filippine per capire la situazione dei connazionali all’indomani del tifone che ha colpito il paese. “Di alcuni sappiamo esserci probabile presenza in quelle zone ma ancora non abbiamo avuto modo di contattarli, perché i collegamenti sono interrotti, ed è difficile raggiungerli”.

L’Unità di crisi della Farnesina sta effettuando le verifiche del caso proprio in seguito ad alcune segnalazioni da parte di italiani che non riescono a contattare loro parenti nelle Filippine. 

Più in generale, precisa ancora il diplomatico parlando della situazione degli italiani nel paese, “le verifiche che abbiamo fatto finora su connazionali che abbiamo potuto raggiungere, di cui abbiamo avuto notizia su richiesta di parenti o che abbiamo cercato noi e che siamo riusciti a contattare ci hanno permesso di stabilire che queste persone stanno bene”. Quanto al bilancio delle vittime del tifone, alla situazione degli aiuti, Roscigno spiega che “le verifiche fatte oggi con la prima luce del giorno e nella giornata hanno confermato la dimensione catastrofica dei danni causati dal tifone, in particolare nella provincia più colpita, quella di Leyte e nella città ormai tristemente famosa di Tacloban, che è stata completamente devastata: sono rimasti in piedi pochi edifici di cemento mentre per il resto è andata distrutta”. “Gli aiuti però stanno arrivando, anche se ci sono ancora zone che non sono state raggiunte. La buona notizia è che la logistica sta migliorando: dei quattro aeroporti più vicini alla zona e che erano stati chiusi – fatta eccezione per quello di Tacloban, che resterà chiuso anche se la pista è agibile e quindi può essere usata dai militari e per voli speciali – gli altri tre starebbero per riaprire: si tratta di quello di Kalibo, che serve Boracay, oltre a Roxas e Busuanga”. 

Intanto un “primo contributo”di 150 mila dollari per il soccorso alle popolazioni colpite dal tifone è stato stanziato, su disposizione di Papa Francesco, dal Pontificio consiglio Cor unum. La somma, riferisce una nota del dicastero del Papa per la carità, verrà ripartita attraverso la Chiesa locale nelle regioni maggiormente colpite dalla calamità, e “vuole essere una prima e immediata espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento del Sommo Pontefice nei confronti delle persone e dei territori devastati dalle inondazioni”.