Simona Riso, la  28enne deceduta mercoledì mattina nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma dopo essere stata trovata in stato di semincoscienza nel cortile di casa sua, sarebbe precipitata dal terrazzo condominiale del palazzo in cui viveva. E’ l’orientamento della procura di Roma alla luce del sopralluogo fatto dal pm Attilio Pisani insieme ai carabinieri e al medico legale, conseguentemente, della rilettura dei risultati autoptici. Resta però da chiarire se la ragazza sia stata spinta, si sia buttata o sia caduta accidentalmente.

Gli inquirenti continuano a non escludere alcuna pista, a cominciare da quella dell’aggressione. Sul corpo della ragazza sono stati trovati dei graffi, compatibili però con l’impatto con gli arbusti. Dalle telecamere a circuito chiuso non emergerebbero movimenti sospetti nella fascia oraria che va dalle 4.45, ora in cui sentì la madre al telefono, e le 7, quando è stata trovata agonizzante.

Al vaglio del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Pisani – che hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario – c’è anche l’assunzione di farmaci da parte della giovane, in particolare di un potente ansiolitico del quale, nell’appartamento, sono stati trovati una confezione e la relativa prescrizione. Un quadro più completo si potrà avere quando saranno terminati gli esami tossicologici e quelli sulle tracce organiche trovate sulla maglietta che Simona indossava.