Rischia di “saltare” per un “cavillo burocratico sollevato da Abi e Cassa depositi e prestiti” la rateizzazione delle imposte per le aziende terremotate dell’Emilia. Quella possibilità, insomma, che oggi consente alle imprese di pagare le tasse a rate invece che in un’unica soluzione, diminuendo “sensibilmente” la pressione sulle spalle “di chi, oltre alla recessione, deve fare i conti anche con quella crisi generata, nel cratere, dai fenomeni sismici del maggio 2012”. Nonostante la proroga al 15 novembre dei termini per accedere al servizio, “una boccata d’aria fresca nella soffocante burocrazia che strangola le attività terremotate di grandi, medie e piccole dimensioni”, spiegano Cna e Lapam, “l’interpretazione pretestuosa che le banche, prima fila Abi e Cassa depositi e prestiti, hanno dato della procedura per la compilazione delle domande” rischia infatti di “bloccare tutto”. Anche perché il termine ultimo per presentare la richiesta è il 31 ottobre prossimo, proprio il giorno in cui si terrà lo sciopero generale del settore bancario e gli sportelli degli istituti di credito resteranno chiusi.

Ottenuta la proroga al 15 novembre, racconta la confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa di Modena, “l’Agenzia delle Entrate ha lasciato intendere che sarebbe stato necessario presentare una nuova domanda solo qualora si decidesse usufruire della possibilità di accedere al rifinanziamento delle tasse in scadenza dal 1 ottobre al 15 novembre, altrimenti sarebbe stato sufficiente ripresentare in banca il modello già avanzato a giugno, con la ricevuta dell’Agenzia delle entrate”.

A questa disposizione, però, Abi e Cassa depositi e prestiti avevano affiancato un’interpretazione differente della procedura che il contribuente, l’azienda terremotata soggetta a danni “materiali” o “economici” provocati dai fenomeni sismici, avrebbe dovuto seguire. Nello specifico, avevano richiesto che tutte le aziende interessate a estendere la rateizzazione rifacessero daccapo la domanda di finanziamento, per poi rispedirla all’Agenzia delle entrate. Un passaggio che, secondo Cna e Lapam, era “assurdo” e dal risultato “scontato”: “Seguendo la via delle banche le imprese si sarebbero trovate costrette ad un’affannosa corsa alla compilazione delle domande, da presentare entro il 1 novembre”. Con il rischio quindi, di perdere la possibilità di ottenere la rateizzazione delle tasse da pagare, visto anche l’avvicinarsi del 31 ottobre.

Alle obiezioni presentate da Cna e Lapam, Abi aveva risposto annunciando una circolare utile a sbrogliare la matassa di disposizioni “fin qui poco chiare”. Circolare che però, conferma la confederazione nazionale dell’artigianato e della Pmi, “non è arrivata”. Al suo posto, Abi e Cassa depositi e prestiti hanno invece diramato un “comunicato stampa”, che dichiara: “Per consentire alle imprese e ai cittadini di accedere comunque ai finanziamenti agevolati, gli istituti di credito aderenti all’iniziativa hanno predisposto” che “sarà sufficiente che i beneficiari del precedente finanziamento rilascino alle banche un’apposita autocertificazione con individuazione certa delle sole mensilità da pagare, da luglio 2013 a novembre 2013”.

Peccato che la nota stampa non faccia riferimento all’unico elemento che avrebbe realmente garantito a tutte le imprese terremotate, ferme in attesa di comprendere quali disposizioni seguire, di ottenere la rateizzazione: una proroga dei termini utili a presentare la documentazione. “A questo punto – conferma infatti Cna – rimane concreto il rischio, considerato che non è stato ufficializzato alcuno slittamento, che i contribuenti non facciano in tempo a ottenere la rateizzazione per il pagamento dei tributi”. Peraltro, nella nota dell’Abi non ci sono indicazioni chiare rispetto alle linee guida che le banche nel territorio dovranno seguire, e bisognerà verificare se effettivamente l’interpretazione che gli istituti di credito daranno della normativa sarà la stessa dell’Agenzia delle entrate.

“Possibile che si parli tanto di semplificazione e poi si debbano fronteggiare situazioni simili?” si domanda quindi l’associazione di categoria. “Non solo è in discussione il loro diritto a chiedere la dilazione, che interessa cifre importanti in quanto comprende, ad esempio, Irpef, Ires e i versamenti relativi ai contributi da pagare ai dipendenti – spiega Davide Pignatti, direttore della divisione servizi della Cna di Modena – ma sono incerte anche le modalità di recupero delle imposte”. Tra le altre cose, infatti, le aziende non sanno nemmeno quando dovranno pagare la prima rata del finanziamento, se a dicembre, com’era stato stabilito quando venne concessa la possibilità di suddividere il versamento delle imposte, o se più tardi, seguendo le linee guida dettate dalle proroghe ai termini di presentazione della domanda. “Un problema non da poco” commenta Pignatti.

Certo è che “solo tra i nostri associati nel modenese sono 750 le aziende che hanno presentato domanda, a cui si sommano le realtà che hanno subito danni economici, e non materiali, a causa dei fenomeni sismici”. Un numero, quello delle richieste, che tra l’altro si è ridotto “mano a mano che cresceva la sfiducia verso la capacità delle istituzioni di aiutare i terremotati”, precisa Pignatti. Un po’ com’è accaduto per i privati cittadini: “la Regione si aspettava un alto numero di domande per i contributi stanziati dallo Stato per la ricostruzione, e invece ne sono arrivate poche. Questo perché chi può cerca di arrangiarsi”.