Tante lo ragioni portate oggi in piazza dalle migliaia di manifestanti che hanno sfilato per le vie della Capitale. “Siamo qui contro la speculazione di chi è interessato a fare solo finanza”, attaccano quelli del ‘Movimento lotta per la casa‘, “quando c’è bisogno di restituire diritti”. Diritti come quello all’acqua pubblica, rivendicato da chi oggi ha ricordato l’esito del referendum sul servizio idrico: “Berlusconi, come Monti e Letta vogliono la privatizzazione. Rispettino la volontà popolare”. Seguono migliaia di lavoratori, dalle tante aziende in crisi del Paese. Italiani e stranieri uniti al grido di “siamo tutti clandestini”. Insieme contro la chiusura di realtà come la Granarolo. “Non cediamo e continuiamo la nostra battaglia davanti ai cancelli della fabbrica”, grida un lavoratore africano a sostegno dei dipendenti dell’azienda di Bologna. Con loro anche i dipendenti della Fiat di Pomigliano: “Cassintegrati e licenziati devono occupare le case. Non è possibile pagare cinquecento euro di affitto in questa situazione. Possiamo vincere contro questo governo” di Lorenzo Galeazzi e Andrea Postiglione