“Resoconto parziale, talora distorto e forzato”. Daniela Reggiani, portavoce di Massimo D’Alema, ha bollato così la ricostruzione dell’intervento dell’ex premier alla festa Pd di Taizzano, piccolo centro in provincia di Terni, a firma di Pino Corrias sul Fatto Quotidiano di oggi. Per il leader democrat, il contenuto dell’articolo  “non è fedele ed è gratuitamente ed esageratamente polemico”. Fatto sta che le sue parole pronunciate in Umbria hanno provocato tutta una serie di reazioni, anche da parte dei diretti interessati.

Il primo a intervenire, infatti, è stato Gianni Cuperlo, indicato da D’Alema come possibile, prossimo segretario democratico. “Adesso – si è limitato a dire Cuperlo in un’intervista a Sette – dobbiamo scegliere la guida del Pd, quando ci saranno le primarie di coalizione decideremo la figura giusta. Dipenderà anche dalla coalizione”. Il governo potrebbe resistere alla vittoria congressuale di Renzi? “Renzi – ha spiegato il deputato del Pd- ha detto che non lavora contro il governo. E Renzi è un uomo d’onore”. Sempre tra i democratici, il senatore Nicola Latorre è entrato nel medico politico di quanto affermato da D’Alema. “Le sue opinioni sono sempre motivo di profonda riflessione e di grande attenzione – ha detto il presidente della commissione Difesa – Sulla vicenda del governo e del partito, avevo detto che, a mio avviso, era più utile far coincidere le due figure, quella del segretario e del candidato premier. Naturalmente dico questo con il massimo rispetto per le opinioni altrui e in particolare per quelle di D’Alema”.

Dall’altra parte della barricata, Sandro Bondi ha puntato sulla reputazione non proprio di successo di D’Alema come oracolo. “Letta premier transitorio; Gianni Cuperlo segretario del Pd, Matteo Renzi a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi ai domiciliari. Parola di Massimo D’Alema – ha detto il coordinatore Pdl – In tanti anni non ho mai ascoltato da quest’uomo un solo pronostico azzeccato, ma soprattutto non ho mai ascoltato una sola parola di umana e politica comprensione delle ragioni degli altri, una sola parola di rispetto per gli avversari politici e di intelligenza vera della realtà politica del nostro Paese“.

Più legato alla difficile congiuntura politica, invece, la presa di posizione di Renato Brunetta. “La prossima volta che Letta salirà al Quirinale dovrà spiegare al presidente Napolitano che il problema per il governo non è il Pdl, con la sua richiesta di ripristino della democrazia, ma il Partito democratico – ha detto il capogruppo azzurro alla Camera – A D’Alema è sfuggita la verità della sua strategia. Lui al potere vero e Renzi ad agitarsi in palcoscenico”. Non solo. Brunetta, infatti, è andato anche oltre. “Ora si capisce – ha detto – a che cosa serva l’estromissione dal gioco politico di Silvio Berlusconi: a consentire la presa del potere per via giudiziaria dell’apparato del vecchio Pci con l’appoggio funesto di Repubblica e la maschera del giovane sindaco ma già vecchio democristiano di sinistra”.