Berlusconi è finito e con lui un’éra”. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha il dono della sintesi. E un obiettivo: vincere le primarie del centrodestra per sfidare l’altro giovane sindaco d’Italia, Matteo Renzi. Nonostante rimanga l’ipotesi Marina Berlusconi. “Credo che nel Pdl non accetterebbero una candidatura imposta dall’alto, è un metodo superato storicamente. E la storia non la fermi”.

Il Paese però è fermo per trovare il modo per salvare Berlusconi.
La situazione è grottesca. Abbiamo un governo che è un paparacchio, incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini e che si perde in beghe partitiche da prima Repubblica. Il Paese è rimasto bloccato per anni alle questioni giudiziarie di Berlusconi, è chiaro che il problema sia dovuto al venir meno dell’equilibrio tra poteri dello Stato, sono saltati tutti. Ma non significa che le vicende giudiziarie personali di uno possano o debbano incidere così sulla vita del-l’intera nazione. Rischiare di tornare a votare per questo è inconcepibile.

Quindi?
Sappiamo tutti che in carcere non andrà mai. Nessuno gli vieterà di rimanere come leader politico, se lo ritene opportuno. Ma non deve incastrare tutti e tutto alla questione della sua candidabilità. Dovrebbe farsi indietro e mandare avanti qualcun altro, sarebbe un gesto eclatante ma necessario.

Dovrebbe mandare avanti Marina?
Non credo che nel Pdl o in Forza Italia, comunque si chiamerà, siano in molti disposti ad accettare in silenzio una candidatura imposta. Non più. Da tempo si parla di primarie anche nel centrodestra e io spero che sia questo il percorso, lo ritengo l’unico possibile.

E se finisse come nel Pd? Primarie di facciata con Marina candidata?
Parteciperei comunque, anche contro Marina. Così, con le primarie, si dirime la questione successione. Ma devono essere aperte.

Quello che non ha fatto il centrosinistra volete farlo voi.
Tentare di bloccare Renzi è stato il peccato mortale della sinistra. Se avessero fatto delle primarie aperte oggi Renzi sarebbe il Presidente del Consiglio. Invece il loro errore è stato chiudere per non farlo vincere. Un suicidio. E il bello è che stanno ripetendo l’errore. Ma che lo vogliano o meno il cambiamento ci sarà.

Lei parla dando per scontata l’alleanza tra Lega e Pdl, un’alleanza che dura da vent’anni. E in più il suo partito, la Lega, è al minimo storico, quasi sparito.
Che ci sia un momento di difficoltà sul consenso è innegabile , ma c’è un buon margine per recuperare. Siamo scomparsi in virtù dell’accordo siglato per la Lombardia e annegati a livello nazionale dietro la candidatura di Berlusconi. Ora quel vincolo è superato. Possiamo esprimere un nostro candidato, fare una campagna elettorale vera.

Lei ha presentato la sua fondazione e ora lancia la sua candidatura a leader del centrodestra. Pensa che il voto sia vicino?
No. Ma il rischio che il governo vada a casa è forte. Se cade perché Enrico Letta non è in grado di fare le riforme che servono al Paese è un conto, se invece dovesse cadere per le vicende di Berlusconi sarebbe profondamente sbagliato.

Napolitano pare condivida la sua preoccupazione.
Il Capo dello Stato vuole evitare di tornare a votare con questa legge elettorale. Sarebbe un suicidio a livello istituzionale con il rischio, altissimo, di ritrovarsi nuovamente in una situazione di stallo. L’Italia ha bisogno di qualcuno che vinca e governi per cinque anni. Siamo impantanati perché la legge elettorale non è stata cambiata. E invece ancora si parla dei guai giudiziari di Berlusconi.

Insomma Silvio fuori dalla politica ma per sua scelta personale, poi primarie, lei si candida e sfida Renzi. Le piace?
Non è così semplice. Molto dipende dall’esito delle primarie del centrosinistra. E Renzi è più avvantaggiato di me, è ormai una sorta di predestinato.

Una sfida tra sindaci.
Siamo una categoria ben voluta perché siamo costretti a essere concreti e bipartisan, si deve essere sindaco di tutti non solo della parte che ti ha votato.

da Il Fatto Quotidiano del 14 agosto 2013