“Controllino pure, tanto qui non c’è più nessuno da mettere sotto tiro. Oramai sono già tutti fuggiti”. L’imprenditore e fondatore del locale Billionaire Flavio Briatore commenta così la maxi operazione degli ispettori del Fisco e della Siae in Costa Smeralda. “A colpi di imposte sulle barche o tasse sul lusso, oltre a tanti altri blitz di questo tipo, i nostri ospiti storici sono quasi tutti andati via”, ha spiegato in un’intervista a La Stampa, sottolineando che “hanno scelto altre destinazioni, ovviamente all’estero. A Porto Cervo e dintorni oramai non c’è più nessuno. Questa è un’altra stagione da dimenticare, l’ottava: dal 2005 va sempre peggio e la Sardegna ha perso almeno il sessanta per cento dei turisti”.

La conferma arriva dal ristorante ‘Clipper’ di Porto Cervo: “Molti nostri clienti vengono a pranzo o a cena nel nostro locale e poi se ne tornano in Corsica. Ci sono molto meno barche rispetto al passato, c’è meno gente. Molti vivono questi controlli con angoscia, non necessariamente perché non sono in regola con il Fisco, e quindi preferiscono portare le loro barche all’estero”.

La maxi operazione degli ispettori dell’Agenzia delle entrate si è svolta tra venerdì sera e le prime ore di sabato mattina. Un centinaio i controlli in locali, bar e stabilimenti di note località balneari, tra le quali Capri, Portofino, Porto Cervo. In particolare  sono stati controllati a Capri 15 esercizi tra discoteche, gioiellerie, spa, bar e ristoranti; a Portofino e Santa Margherita Ligure 10 locali tra discoteche, gioiellerie, spa, bar e ristoranti; a Porto Cervo e Porto Rotondo 14 locali tra discoteche di cui alcune con lido, ristorante e bar inclusi), gioiellerie e spa. A Iesolo e Sottomarina di Chioggia in Veneto i controlli hanno riguardato 26 tra discoteche, ristoranti, bar, gioiellerie e spa.

Numerosissime le località toccate dai controlli in Puglia che hanno riguardato 36 esercizi: Monopoli, Molfetta, Bari, Torre a Mare, Margherita di Savoia, Bisceglie, Barletta, Fasano, Ostuni, Mesagne, Peschici, Vieste, Mattinata, Siponto, Lecce, Gallipoli, Porto Cesareo, Cutrofiano, Taranto, Leporano. Nel mirino del Fisco in Sicilia sono invece finiti 5 esercizi tra Taormina, Cefalù e Catania. Gli esercizi oggetto della maxi operazione sono stati selezionati dopo una “preventiva e approfondita attività di analisi del rischio” basata su elementi informativi presenti in anagrafe tributaria e sulla conoscenza del territorio che hanno fatto emergere anomalie e assenza di controlli.

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