Il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni ha nominato un super consulente per “lo sviluppo di progetti speciali a livello macroregionale”. Grazie alla delibera approvata lo scorso 25 luglio la Regione spenderà 50mila euro l’anno per assicurarsi le competenze di Dario Galli, leghista di lungo corso, consigliere Finmeccanica ed ex presidente della provincia di Varese (di cui oggi è oggi commissario straordinario). Dopo le elezioni regionali di febbraio il neo consulente era rimasto a bocca asciutta, nonostante in molti lo avessero dato in pole per un posto da assessore. Così agli occhi di molti questa consulenza è apparsa come un “risarcimento politico”. Il primo ad attaccare frontalmente è stato il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Alessandro Alfieri, che non ha usato mezzi termini per qualificare la vicenda: “Sembra che per lo sviluppo dell’improbabile macroregione occorra un superconsulente. O forse, più probabilmente, Maroni ha voluto risarcire l’eclettico Galli, evidentemente esperto di aerei come di architettura istituzionale, per una mancata nomina ad assessore. Non se ne sentiva assolutamente il bisogno, tanto meno per 50mila euro a carico dei cittadini lombardi. A meno che, trattandosi di macroregione, Maroni non voglia chiedere una compartecipazione a Zaia e Cota”. E’ il consigliere Eugenio Casalino ad esporre la posizione del Movimento Cinque Stelle: “E’ abbastanza evidente che per noi si tratta di una spesa ingiustificata. Non si capisce quale progetto debba essere elaborato per la macroregione, sono soldi pubblici spesi male. Il problema dal nostro punto di vista non è tanto sul chi ma sul cosa”.

Oggi Galli ringrazia il governatore per la fiducia accordata e promette impegno nella realizzazione del progetto: “La macroregione – dice – è l’unica possibilità di fuggire dalla schiavitù fiscale e culturale del centralismo romano”. Nell’attesa di iniziare il suo lavoro ha anche respinto al mittente le accuse di Alfieri a cui imputa una “caduta di stile”. Galli si è appellato al curriculum: “Sono stato per tre volte parlamentare, sindaco, presidente della Provincia. Quindi sono abituato a fare le cose, non ad essere risarcito”.

In effetti Dario Galli, classe 1957, ha un curriculum da leghista di lungo corso. Siede ininterrottamente su una o più poltrone dal 1993 ad oggi. Ha iniziato come sindaco di Tradate, in provincia di Varese. Incarico che ha ricoperto per due mandati, fino al 2002. Nel frattempo (era il 1997) è stato eletto alla Camera dei Deputati, dove è rimasto per due legislature, fino al 2006. A quel punto è stato catapultato al Senato per una legislatura, fino al 2008, quando ha dovuto fare spazio all’ex astro nascente della lega varesina, Marco Reguzzoni. Dario Galli, suo malgrado, è dovuto rientrare alla base, lontano dai riflettori romani per fare il presidente della Provincia di Varese (a 4800 euro al mese). Un incarico da terza linea, che non si addice ad un politico di razza. Ecco che allora spunta, fin dal 2008, anche la nomina nel cda di Finmeccanica, dove ha lavorato fianco a fianco con manager del calibro di Giuseppe Orsi e Pierfrancesco Guarguaglini. Una poltronissima da 60mila euro annui, cui vanno aggiunti, dal 2011, altri 7500 euro l’anno e 2000 euro a seduta che percepisce come presidente del Comitato per la remunerazione, più altri 2500 euro l’anno e 2000 euro a seduta come componente del Comitato per le strategie, che portano il compenso sopra quota 80 mila. Questo senza contare incarichi minori, come il ruolo avuto dal 2009 nel cda di Financière Fideuram S.A., banca parigina che fa capo al gruppo Intesa (10mila euro l’anno per 4 riunioni).

Insomma, un uomo d’apparato, che evidentemente sa muovere le giuste leve e riesce a mantenere inalterato nel tempo il proprio status. Così, quando il mandato in Finmeccanica sta per scadere e le province sono state svuotate del loro contenuto (dallo scorso aprile Galli è stato nominato commissario straordinario), ecco che in soccorso arriva Bobo con la consulenza da esperto macroregionalista.

A chi gli ha chiesto conto dei doppi e tripli incarichi (che in Lega Nord sono frequenti nonostante i buoni propositi), Galli ha risposto con una mezza ammissione: “Le mie cariche sono in scadenza: l’esperienza di Finmeccanica si chiude a fine anno e sta per finire anche quella in provincia – ha risposto a Varesenews – Qualche mese fa, avrei potuto fare come altri che hanno abbandonato la barca per candidarsi alle politiche, invece ho accettato con responsabilità il ruolo di commissario dell’ente provinciale che tra l’altro sarà cancellato in virtù di riforme portate avanti anche dal Pd”. Anche Maroni ha detto la sua sulla vicenda sottolineando come per legge potesse nominare fino a 5 consulenti con stipendio fino a 150mila euro ciascuno: “Invece ne ho nominato uno solo, con stipendio decurtato di due terzi, per occuparsi di un progetto prioritario quale la macroregione”.