Una commissione bicamerale d’inchiesta sui conti della Fiat, sulle agevolazioni e i fondi pubblici che il Lingotto ha incassato dal ’77 a oggi. A proporla e’ il M5S con un ddl che mette nel mirino “l’azienda emblema delle imprese che prima incassano i soldi pubblici e poi delocalizzano, con stabilimenti o intere produzioni che se ne vanno all’estero”, accusa Claudio Cominardi, deputato pentastellato, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. I deputati 5 Stelle ‘snocciolano’ i numeri su Lingotto e aiuti di Stato: “Sette miliardi e seicento milioni di finanziamenti – sintetizza Davide Tripiedi – erogati alla Fiat dal ’77 al 2009. Ma il profitto per il Lingotto viene prima dei lavoratori, l’uomo e’ messo in secondo piano. Marchionne, pero’, prima di dire che lascia l’Italia renda tutti i soldi indietro”. Altra proposta di legge contro le delocalizzazioni: “Chi delocalizza la produzione dopo aver incassato fondi pubblici – vedi Indesit, Benetton e tante altre, rimarca il M5S – deve rendere indietro i soldi con gli interessi. Proprio la delocalizzazione sara’ al centro della prima iniziativa di Parlamento in Movimento: sabato 27 luglio alcuni parlamentari M5S si sposteranno a Fabriano per protestare contro la decisione dell’Indesit di trasferirsi in Polonia e Turchia, lasciando senza lavoro 1.400 persone. ”E questo – ricorda la deputata Patrizia Terzoni – nonostante i bilanci floridi e i fordi guadagni del titolo in Borsa nell’ultimo anno”. Il M5S presentera’ anche un progetto di legge per escludere dall’Irap le microimprese con meno di 10 dipendenti  di Manolo Lanaro