Rio de Janeiro – A meno di 24 ore dall’arrivo a Rio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Gioventù sale la tensione per i possibili rischi legati alla sicurezza. Le proteste di piazza, la consapevolezza dei limiti delle strutture e le forse troppe iniziative previste per l’evento religioso in luoghi diversi e distanti della città, hanno iniziato a far vacillare le autorità brasiliane. A gettare benzina sul fuoco, ci ha pensato l’agenzia brasiliana di intelligence che nei giorni scorsi ha diffuso una nota allarmante. Una lista di sei fonti di rischio, collegate alle iniziative in programma tra il 23 e il 28 luglio: organizzazioni terroristiche, movimenti di rivendicazione, gruppi di pressione, criminalità organizzata, criminalità comune e incidenti stradali. Una miscela molto varia che genera preoccupazione. Soprattutto perché alcuni elementi messi in risalto dall’intelligence, sono stati sottovalutati nel corso delle attività preparatorie delle iniziative.

Quanto all’allarme terroristico, preoccupazione è stata espressa per l’impossibilità di controllare i partecipanti agli eventi. L’agenzia lavora con i servizi di intelligence di 82 Paesi mettendo a sistema le varie informazioni. L’esercito, come già fatto durante la Confederation Cup, monitorerà i profili Facebook, Twitter e di altri social network di molti brasiliani per cercare di intercettare eventuali minacce. Appuntamento che più di ogni altro genera apprensione, è la grande messa che si svolgerà a Guaratiba, con una partecipazione stimata in almeno due milioni di persone. Il quartiere si trova in un’area molto distante dal centro e poco urbanizzata. Vista l’ampiezza dell’area interessata, al confine del municipio carioca, sarà praticamente impossibile sistemare check-points e dunque controllare un flusso di persone tanto grande. Si addensano poi in quei luoghi anche altre criticità. E’ infatti nella zona est della città dove sorgono alcune delle favelas, non pacificate, ritenute tra le più pericolose del Paese. Da settimane la presenza di polizia è stata rafforzata, ma ciò non garantisce tranquillità. Nonostante l’area di Guaratiba sia distante circa 60 chilometri dal centro della città e di difficile accesso, molti fedeli hanno già fatto sapere di voler compiere parte del tragitto a piedi. Il prefetto ha invitato tutti a usare i mezzi pubblici messi a disposizione, sia per evitare assalti, rapine e furti, da parte dei criminali comuni alla ricerca sempre della buona occasione, sia per evitare di congestionare il già caotico e ingestibile traffico cittadino. Complessa sarà poi la gestione della folla a Copacabana in occasione della messa del 25 e della via Crucis del 26. Eventi che vedranno la partecipazione di almeno un milione e mezzo di fedeli. La prefettura ha già diffuso i piani di limitazione del transito nel quartiere che si affaccia sulla spiaggia più famosa del Brasile. Ma non sarà certo chiudendo le strade al traffico e le stazioni della metro che si potrà garantire serenità all’iniziativa.

E’ dunque la sicurezza in toto a essere in crisi. Quella della Gmg è una vera a propria prova sotto stress, per la quale non è detto che le forze di sicurezza siano pronte, tra carenze strutturali e inadeguatezza della formazione degli operatori per la tenuta ‘pacifica’ dell’ordine pubblico. Ad agitare le acque c’è poi la voce manifestazioni di piazza. Si teme che l’occasione rarissima della presenza del Pontefice in città, possa trasformarsi in un momento di particolare attività di “gruppi di pressione” e che i manifestanti già attivi durante la Confederation Cup spossano approfittare della platea internazionale per tornare in strada. I violenti scontri della scorsa settimana tra giovani e polizia nei pressi della casa del governatore Sergio Cabral, non fanno presagire nulla di buono. Le autorità studiano con il Vaticano possibili modifiche, cercando di evitare criticità, soprattutto nel corso delle iniziative che vedono la partecipazione dei politici. Al suo arrivo il Pontefice lunedì dovrebbe incontrare al Palazzo Guanabara, sede del governo fluminense governatore e il prefetto Eduardo Paes, entrambi al centro delle contestazioni. Per evitare che l’occasione si trasformi in occasione di manifestazioni e proteste, si studia di spostare l’iniziative nell’area interna deell’aeroporto internazionale, subito dopo l’arrivo del Papa. Lo stesso potrebbe essere fatto per l’incontro bilaterale con la presidente Dilma Rousseff. Sia da Rio che da Roma si susseguono gli appelli alla calma. Il prefetto ha ribadito che non c’è alcuna relazione tra il Papa e i governanti brasiliani e che ogni manifestazione sarebbe fuori luogo.

Quanto alla posizione del Vaticano, il portavoce della Santa Sede, Padre Federico Lombardi ha sottolineato che il Papa non cambia idea e utilizzerà la macchina scoperta in tutte le occasioni. Ha ribadito che c’è totale fiducia nelle capacità delle autorità brasiliane e che il Papa andrà a Rio in grande serenità. Tanto che da Roma è stato chiesto espressamente di evitare un eccesso di presenza militare intorno al Santo Padre. Una sfida per un apparato di sicurezza come quello brasiliano che vede nell’uso ostensivo delle armi e dell’intervento militare, uno strumento di ordine pubblico.