Una stella a cinque punte all’interno di un cerchio e ad ogni estremità un lumino rosso. Rito satanico o bravata? E’ quello che stanno cercando di stabilire gli accertamenti della polizia di Piacenza, dopo il ritrovamento in mattinata dei simboli satanici nella chiesa di San Giuseppe Operaio. “Sono sconvolto – ha dichiarato il parroco don Giancarlo Conte – ieri sera c’era un incontro in parrocchia e la porta della cripta era aperta. Qualcuno potrebbe essersi introdotto da lì”.

Non è la prima volta che capita nell’area di Piacenza. Un caso analogo avvenne lo scorso primo aprile a Caorso, questa volta però davanti alla chiesa dedicata a Santa Maria Assunta. In quel caso ignoti, oltre ad aver segnato sul sagrato un pentacolo (la stella a cinque punte inscritta in un cerchio, tradizionale simbolo dei satanisti) e ponendo delle candele alle estremità, avevano incollato sul portone un’ostia con una scritta in latino: “Animi vacuum”, che tradotto letteralmente significa “il vuoto dentro l’anima”.

“Non ricordo gesti simili nè ci sono mai state avvisaglie che potessero far pensare alla presenza di satanisti nella nostra zona – aveva spiegato il parroco don Giuseppe Tosca – mi auguro che sia un pesce di aprile di pessimo gusto: sicuramente siamo tutti rimasti molto colpiti negativamente, molti cittadini mi hanno voluto comunicare la loro indignazione”.

Il nuovo caso di “satanismo” a Piacenza, però, è avvenuto in luglio. Difficile quindi che possa essere uno scherzo di cattivo gusto. La chiesa di San Giuseppe operaio è stata profanata nella notte e all’interno, proprio davanti all’altare è stato trovato disegnato con del liquido oleoso (la cui composizione non è ancora stata stabilita ed è ora al vaglio degli investigatori della questura). Inoltre c’erano anche cinque ceri posti sulle punte del pentacolo.

Piacenza e provincia, comunque, non sono nuove a ritrovamenti del genere. Oltre agli ultimi due casi molto simili, erano già avvenuti alcuni episodi riconducibili chiaramente all’occultismo, se non proprio al satanismo. Il caso più eclatante ha riguardato un ragazzo di 24 anni, nato a Milano ma residente a Castelsangiovanni, che due anni fa era stato denunciato perché stava cercando “adepti” per dare vita a riti satanici.

In casa sua erano state trovate carte con pentacolo e diversi libri sul satanismo. Il giovane, prima si era messo a rubare ceri e ostie dalla cappella dell’ospedale del paese della Valtidone (quelle consacrate nel mercato nero possono valere anche 60 euro l’una) e poi ad effettuare gesti dimostrativi.

Il più eclatante, l’aver messo nello stipite della porta d’ingresso della chiesa alcune carte da gioco piacentine con disegnata la stella a cinque punte di Satana, simbolo esoterico per eccellenza: il pentacolo. Avvisati i carabinieri, il 24enne era stato bloccato e interrogato non aveva negato, anzi: “Sono appassionato di satanismo, volevo fare alcuni riti qui e stavo cercando altre persone per farlo”. Alla fine era stato denunciato per tentato furto, per furto e offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio.

Decisamente più truculento, un altro ritrovamento del genere sempre in provincia in due punti distinti nella stessa notte. Sempre un paio di anni fa, a Gerbido, la polizia era intervenuta per recuperare numerose galline uccise con un coltello da cucina ma non in modo normale. Erano infatti state decapitate, amputate delle zampe e le ali. Poi i brandelli erano stati contornati da ceri rossi e dai classici simboli: il cerchio e la stella a cinque punte. Stessa scena si sono trovati davanti gli agenti poco fuori dal paese, all’incrocio tra via Portapuglia e via dell’Orsina: oltre alle galline squartate, qui erano stati sequestrati, una ciotola di porcellana con dentro del sangue, due piatti di crusca e dei sigari spenti.

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