Alberto Nagel è stato ascoltato dai pm della Procura di Torino che indagano su FonSai. L’amministratore delegato di Mediobanca, già indagato a Milano per ostacolo agli organi di vigilanza per il presunto patto occulto con la famiglia Ligresti, è stato interrogato come testimone dai magistrati per ricostruire i rapporti tra l’istituto di Piazzetta Cuccia e la compagnia assicurativa. In particolare le domande hanno mirato a far luce, secondo quanto risulta all’Adnkronos, al credito vantato da Mediobanca e ad alcuni aspetti degli ultimi bilanci dell’ex società dei Ligresti.

L’inchiesta dei pm di Torino Marco Gianoglio e Vittorio Nessi ruota intorno alla presunta falsificazione del bilancio 2010 nel quale sarebbe stata truccata la voce relativa alla riserva sinistri per nascondere un passivo nei conti della compagnia assicurativa. Sospetto che mercoledì ha portato a 14 nuovi avvisi di garanzia nei confronti dei vertici di FonSai, tra cui anche Salvatore Ligresti, con le accuse di aggiotaggio, falso in bilancio e falso in prospetto.

Le nuove ipotesi di reato riguardano il bilancio consolidato di FonSai del 2010, nel quale, anche a seguito di quanto accertato dall’ispezione Isvap, sarebbe stato nascosto al mercato un buco di almeno 600 milioni di euro. In questo modo, secondo l’accusa, gli investitori sarebbero stati privati di informazioni determinanti per una corretta valutazione dei titoli azionari. Il bilancio 2010, sostengono i magistrati, è stato preso a base anche per la predisposizione del progetto informativo dell’aumento di capitale di FonSai. Una operazione di circa 450 milioni di euro, avvenuta nel luglio 2011, che avrebbe finito con il fornire al mercato altre informazioni fuorvianti.

 L’incontro “cordiale” tra Nagel e i magistrati non ha invece riguardato in alcun modo gli aspetti su cui indaga la Procura di Milano, ossia il papello siglato tra Nagel e Ligresti il 17 maggio 2012. Il colloquio di cui si è avuto conferma solo ora è avvenuto, secondo indiscrezioni, un paio di mesi fa.

Intanto la Consob ha convocato Giulia Ligresti per chiarire le allarmanti affermazioni su Unipol e FonSai rilasciate lunedì dall’ex presidente di Premafin. Nei prossimi giorni la figlia di Salvatore Ligresti verrà sentita dagli uffici dell’authority guidata da Giuseppe Vegas. La Ligresti aveva dichiarato che la fusione tra Unipol e Fonsai sarebbe “destinata a naufragare” e ha addebitato alla compagnia bolognese “criticità patrimoniali, mai sanate” relative al suo portafoglio di titoli strutturati.