Riunioni fiume per tutta la notte, un nuovo vertice in mattinata per sciogliere i nodi che riguardano le presidenze delle commissioni. Resta intricata la divisione “cencelliana” delle poltrone più alte degli organismi parlamentari, anche se ieri notte si è almeno fissata la linea di massima delle divisione in quote per ciascun partito della maggioranza. Alla Camera 8 commissioni andrebbero al Pd e 5 al Pdl; in forse la guida di una commissione a Scelta Civica. In Senato il Pd avrebbe 7 presidenze, 6 il Pdl e 1 Scelta civica, con Pier Ferdinando Casini al vertice della commissione Esteri.

Fino a ieri sera, c’era intesa sulle presidenze delle commissioni Affari costituzionali (Anna Finocchiaro in Senato e Francesco Paolo Sisto alla Camera), Bilancio (Antonio Azzollini al Senato e Francesco Boccia alla Camera), Lavoro (Maurizio Sacconi in Senato e Cesare Damiano alla Camera). A palazzo Madama, poi, si dà per certa la presidenza della commissione Cultura ad Andrea Marcucci del Pd, mentre Daniele Capezzone tornerebbe alla guida della commissione Attività produttive di Montecitorio. Alla commissione Ambiente della Camera dovrebbe andare Ermete Realacci.

Ma quello che ha tenuto in forse tutto il castello di carte è stata la presidenza della commissione Giustizia di Palazzo Madama, un organismo di snodo e di prioritaria importanza per gli affari privati di Silvio Berlusconi. Alla fine il Pdl potrebbe davvero spuntare la presidenza per l’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma in Senato, mentre il Pd resterebbe con Donatella Ferranti alla Camera. Dove però si fa il nome anche di Gregorio Gitti di Scelta Civica. Lo schieramento di Monti potrebbe avere, in alternativa, a Montecitorio la commissione Agricoltura.

Da dirimere anche la contesa sulla commissione Lavori pubblici del Senato, che ha la competenza anche sulle telecomunicazioni: il Pdl inizialmente aveva avanzato il nome di Paolo Romani, ma secondo alcuni fonti è in pista anche la candidatura di Altero Matteoli. Pare difficile, almeno dopo la riunione pomeridiana, che il Popolo della libertà sia accontentato della sola commissione Giustizia, lasciando ad altri (sempre a Scelta Civica) la commissione delegata di scelte importanti su un altro campo di stretta spettanza berlusconiana come le frequenze televisive? Difficile. Mentre, invece, dovrebbe raggiungere la poltrona Fabrizio Cicchitto, candidato alla commissione Esteri della Camera.

Nel pacchetto in discussione ci sono anche le commissioni di controllo: Roberto Fico dell’M5S potrebbe andare alla vigilanza Rai, mentre al Copasir si fa il nome di Gennaro Migliore di Sel, incarico cui punta anche Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia (all’opposizione) senza, tuttavia, molte chance; Fratelli D’Italia non è presente al Senato e dunque non può concorrere alla presidenza di una bicamerale. Secondo fonti parlamentari, poi, i grillini avrebbero avanzato la richiesta di una vicepresidenza per ogni commissione di presidenza di maggioranza; un modo per blindare posizioni lasciando senza nulla in mano le altre opposizioni come Sel o la Lega.

A proposito di Lega, altra casella delicata per il Pdl è la presidenza della giunta per le Autorizzazioni del Senato, che spetta all’opposizione. A quel ruolo punterebbe fortemente il Carroccio. Tra i possibili componenti si fanno però anche i nomi di Dario Stefano di Sel e Michele Giarrusso di M5S.

Il tempo, comunque, stringe; entro le 15 dovranno essere presentati tutti i nomi per proseguire, subito dopo, nella convocazione degli organismi e nell’elezione dei presidenti. Ma i colpi di scena sono possibili, in questo clima, fino all’ultimo minuto.