”C’è un consiglio nazionale in Veneto, come tanti, quindi nessun problema”. Per Roberto Maroni nella regione di Zaia non ci sarà nessuna “resa dei conti”. Eppure si è scatenata la rissa con spintoni e ceffoni tra i militanti e alcuni componenti del consiglio nazionale veneto che nell’assemblea di Noventa Padovana retta dal segretario Flavio Tosi ha decretato 35 espulsioni. Paolo Pizzolato, segretario della Lega di Venezia commissariata dallo stesso Tosi, è stato colpito al viso e poi soccorso dall’ambulanza. Tosi, conclusa l’assemblea, ha lasciato la sede scortato dai carabinieri per proteggersi dall”assalto’ dei ribelli che gridavano: “Via i fascisti dalla Lega”. Il governatore Luca Zaia ha confermato i provvedimenti e spiegato a margine dell’incontro che le sue proposte “alternative” non sono state accolte. “In consiglio pur non avendo diritto di voto ma come ospite in qualità, di governatore del Veneto – ha detto-  ho fatto presente che c’era tutta una gradualità di opzioni dal richiamo, alla lettera, fino all’espulsione”. Ma il Consiglio ha scelto l’ultima.

Le espulsioni arrivano a pochi giorni dal tradizionale raduno di Pontida, dove ci sono state tensioni tra bossiani e maroniani. Che il leader del Carroccio, però, ha minimizzato: il partito, ha detto dal Friuli dove è in campagna elettorale per le prossime regionali, “ha un progetto definito dal congresso di luglio, ribadito a Pontida dove c’era un sacco di gente, ventimila persone e venti ‘pistola’. Noi li chiamiamo così per non dire di peggio: non hanno nessuna rilevanza dentro la Lega”. 

I leghisti, quelli più vicini a Umberto Bossi, con l’ex parlamentare Paola Goisis in primis, in mattinata si sono dati appuntamento davanti alla sede del Consiglio Nazionale e il silenzio che si erano imposti è stato però rotto con l’arrivo del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che nei giorni scorsi ha sempre suggerito una linea morbida, acclamato a gran voce e indicato dai manifestanti come loro guida. “Spero che questa situazione – ha detto – si risolva nella maniera migliore, facendo uscire una Lega compatta. I provvedimenti disciplinari non risolvono questo problema”. Se Zaia è stato ricevuto quasi con una standing ovation, il segretario nazionale Flavio Tosi al suo arrivo è stato accolto da gelidi sguardi e da un fischio.

Maroni ha già deciso alcune epurazioni in Lombardia e le tensioni di oggi arrivano all’indomani della notizia, poi smentita, della decisione di Bossi di fondare un nuovo partito. ”E’ una notizia falsa smentita dal diretto interessato – continua il segretario da Trieste – E’ una cosa che non c’è nella realtà, qualcuno l’ha inventata da Roma immagino. Qualcuno – prosegue Maroni – ha il teorema che la Lega è spaccata, che si dividerà in due”.