Il Codice di diritto canonico, nel libro II, parte II, sezione I, capitolo I, art. 1, canone 332 comma 2 afferma: “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”. Il Papa può quindi dimettersi, se ha un motivo valido per farlo.
Benedetto XVI, dopo aver annunciato le dimissioni, ha poi chiesto che si indica un conclave per l’elezione del successore che si dovrebbe tenere già a marzo.

Chi eleggerà il nuovo Papa
Saranno 117 i cardinali che il prossimo mese eleggeranno il nuovo Papa. Aboliti i modi di elezione detti “per acclamationem seu inspirationem e per compromissum”, la forma di elezione del Romano Pontefice “sarà unicamente per scrutinium”, come ha deciso Giovanni Paolo II nella costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” che ha profondamente innovato la procedura per eleggere il Papa.

Come sarà eletto: tre fasi
Nel documento è stabilito che “per la valida elezione si richiedono i due terzi dei suffragi, computati sulla totalità degli elettori presenti”, con un suffragio in più nel caso in cui “il numero dei Cardinali presenti non possa essere diviso in tre parti uguali”. Giovanni Paolo II, in particolare, ha voluto che la procedura dello scrutinio per l’elezione si svolga in tre fasi. La prima, chiamata pre-scrutinio, comprende la preparazione e la distribuzione delle schede da parte dei Cerimonieri, l’estrazione a sorte, fra tutti i Cardinali elettori, di tre scrutatori, di tre incaricati a raccogliere i voti degli infermi e di tre revisori. La seconda fase, detta scrutinio vero e proprio, comprende: la deposizione delle schede nell’apposita urna, il mescolamento e il conteggio delle stesse e lo spoglio dei voti. Segue quindi la terza e ultima fase, detta anche post-scrutinio, che comprende: il conteggio dei voti, il loro controllo e il bruciamento delle schede. Gli Scrutatori fanno la somma di tutti i voti, che ciascuno ha riportato, e se nessuno ha raggiunto i due terzi dei voti in quella votazione, il Papa non e’ stato eletto.

Massima riservatezza durante il voto
Dal momento in cui è stato disposto l’inizio delle operazioni dell’elezione fino al pubblico annunzio dell’avvenuta elezione del Sommo Pontefice i locali della Domus Sanctae Marthae, come pure e in modo speciale la Cappella Sistina e gli ambienti destinati alle celebrazioni liturgiche, dovranno essere chiusi. L’intero territorio della Città del Vaticano e anche l’attività ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’elezione del Sommo Pontefice. In particolare, “si dovrà provvedere che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno mentre saranno trasportati dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano”. E a tutti coloro che “casualmente dovessero incontrare qualcuno dei Cardinali elettori in tempo di elezione,è’ fatto assoluto divieto di intrattenere colloquio, sotto qualsiasi forma, con qualunque mezzo e per qualsiasi motivo, con i medesimi Padri Cardinali”.

 

 

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