La pressione fiscale sfiora la soglia del 45% e le casse dello Stato tirano un sospiro di sollievo. All’indomani delle polemiche seguite all’appello dell’Unione europea a modificare l’Imu, poi parzialmente smentita, l’imposta sulla casa torna d’attualità. Questa volta per l’impatto generato sui conti pubblici. I dati diffusi dall’Istat segnalano che il gettito delle imposte indirette, e in particolare quello dell’Imu, ha provocato un aumento tendenziale del 3,6% delle entrate correnti nel terzo trimestre del 2012. L’aumento delle entrate ha inciso positivamente sul rapporto deficit/Pil: nei primi nove mesi del 2012 il rapporto tra indebitamento netto e prodotto interno lordo è stato pari al 3,7%, un risultato più basso dello 0,5% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Un miglioramento dovuto principalmente all’aumento della pressione fiscale, che l’Istat definisce “significativo”: nel terzo trimestre è passata al 45,7% del Pil rispetto al 43,5% dello stesso periodo del 2011. Le entrate totali sono cresciute, in termini tendenziali, del 3,4%. Il dato dei primi nove mesi del 2012 mostra per le entrate totali un aumento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2011, raggiungendo un’incidenza sul Pil del 44,8% (43,2% nel corrispondente periodo del 2011). Quanto alle uscite totali, nel terzo trimestre 2012, sono aumentate, in termini tendenziali, dell’1,5%, con un’incidenza rispetto al Pil del 47,5% (46,1% nel corrispondente trimestre dell’anno precedente). Le uscite correnti sono aumentate dell’1,3% e quelle in conto capitale del 4,9%. Al netto della spesa per interessi (salita dell’8,2%) le uscite sono cresciute dello 0,5%. Nei primi nove mesi del 2012 le uscite totali sono aumentate dell’1,4%, risultando pari al 48,5% del Pil (47,4% nel corrispondente periodo del 2011).

L’aumento tendenziale delle entrate correnti nel terzo trimestre del 2012 (+3,6%) è stato determinato da un incremento del 3,4% delle imposte dirette, del 6,9% delle imposte indirette (influenzate positivamente dal gettito dell’Imu e dalla crescita delle accise) e del 6,7% delle altre entrate correnti. In calo, invece, i contributi sociali (-0,3%). Il saldo primario è risultato positivo e pari a 11.548 milioni di euro. L’incidenza sul Pil è stata del 3,0%, superiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quella registrata nel terzo trimestre del 2011. Nel terzo trimestre 2012 il rapporto debito/Pil delle amministrazioni pubbliche è sceso all’1,8%, un dato inferiore di 0,7 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2011. Il saldo corrente è stato pari a 3.542 milioni di euro (-289 milioni nel corrispondente trimestre dell’anno precedente), con un’incidenza positiva sul Pil dello 0,9%.