“Io sono la mente, il corpo faccia quel che vuole”. Lo aveva detto qualche anno fa Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986 e senatrice a vita della Repubblica Italiana, consapevole che questo momento sarebbe arrivato, ma fermamente convinta che il cervello, oggetto dei suoi studi, fosse superiore a un corpo che si disfa giorno dopo giorno. La scienziata e ricercatrice, impegnata fino all’ultimo nei suoi studi, si è spenta nella sua casa romana il 30 dicembre all’età di 103 anni. La camera ardente, aperta al pubblico, è stata allestita al Senato il 31 dicembre e sarà aperta dalle 15,30 alle 21.00. A rendere omaggio alla grande scienziata sono già arrivati il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ricevuto un applauso dalla folla presente, e l’ex presidente del Consiglio Mario Monti. Anche l’ex premier, Romano Prodi, accompagnato dalla moglie ha reso omaggio alla Montalcini. Tra le autorità giunte al Senato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il presidente del Senato, Renato Schifani, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. I funerali si terranno con rito ebraico, in forma privata, il 2 gennaio a Torino, sua città natale, anche se come dice la nipote “saranno aperti a tutti”.

E mentre la comunità nazionale e internazionale esprime il suo cordoglio per la perdita, non sono pochi i politici che ora la elogiano, ma che in passato le hanno riservato offese e insulti. La notizia della sua morte ha fatto il giro del mondo. Il New York Times online la definisce “una rivoluzionaria nello studio del cervello”. “Rita Levi Montalcini – ricorda il giornale statunitense – ha scoperto gli indispensabili strumenti chimici che il corpo utilizza per controllare la crescita e costruire le reti nervose, spianando la via allo studio di come questi processi possono degenerare in malattie come la demenza o il cancro”. Per El Paìs è stata “uno dei più rilevanti personaggi contemporanei” e “lascia “un’opera scientifica straordinaria”. Per il quotidiano spagnolo “la sua vita rappresenta un esempio come persona impegnata, coraggiosa, che si è sempre battuta per la parità tra i sessi e la pari dignità di tutti gli esseri umani”. La notizia della scomparsa della ricercatrice è riportata anche sul quotidiano francese “Le Figaro”, l’inglese “The Guardian“. Anche la prestigiosa rivista Nature riporta la notizia della morte: “Ieri il mondo ha perso uno dei più straordinari scienziati“. La Bbc online dedica un lungo articolo alla “carismatica e tenace” italiana. “Addio a Rita-Levi Montalcini” è invece il titolo de El Mundo che ricorda la “lavoratrice instancabile, laica e femminista a oltranza”. Il Washington Post, in un lungo articolo, ripercorre la vita di “una dei più influenti scienziati della sua generazione, particolarmente ammirevole per gli ostacoli che, quando iniziò la sua carriera, le donne di tutto il mondo incontravano lavorando nella scienza”. Mentre il Los Angeles Times ricorda come la sua “scoperta istituì un intero, nuovo campo dello studio della biologia”.

Chi vorrà rendere omaggio alla scienziata potrà invece dei fiori fare una donazione: ”Per espressa volontà della professoressa, non fiori ma offerte alla Fondazione Rita Levi-Montalcini onlus“si legge sul necrologio dei familiari pubblicato dal quotidiano torinese “La Stampa”. La Fondazione si dedica in particolare a progetti che aiutano le donne africane ad accedere all’istruzione. “Certo – scriveva Rita Levi-Montalcini sull’home page del sito – si tratta di una goccia nel mare, al confronto delle altre grandi sofferenze del Continente africano, ma sono convinta che aiutando le donne nel raggiungimento di questo diritto, si possa guardare alla libertà di crescita e di sviluppo degli individui della propria società di appartenenza e di quella globale”.

Anche la Comunità araba in Italia e i medici di origine straniera esprimono il loro cordoglio. Il presidente della Comunità del Mondo arabo in Italia (Comai) e dell’associazione dei medici stranieri (Amsi) Foad Aodi, in una nota di condoglianze ai familiari della scienziata, sottolinea “la grandissima perdita per l’Italia e per il mondo della scienza a livello internazionale. Proseguiamo il nostro lavoro negli ambiti della sanità, dell’immigrazione e della cooperazione internazionale – dice Aodi – ricordando sempre l’impegno nobile della senatrice Montalcini e la sua storia, anche in nome dei tanti bambini e bambine che lottano per lo studio e della salute nei paesi poveri. Per noi Rita Levi Montalcini è un simbolo per l’impegno a favore dello studio e della scienza”.