Dopo i consiglieri di amministrazione espressi da Vito Gamberale, anche Legambiente Lombardia denuncia la quotazione in Borsa della Sea. L’associazione ha infatti presentato oggi alla Consob un esposto in cui gli ambientalisti sostengono di ritenere di “essere stati danneggiati dalla sottoscrizione iniziale delle azioni della società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa”. A consegnare questa mattina l’esposto sono stati il responsabile dei trasporti di Legambiente Lombardia Dario Balotta, in quanto azionista Sea e da Barbara Meggetto, direttrice regionale a nome dell’associazione ambientalista.

“I due dirigenti di Legambiente – si legge nell’esposto – si ritengono lesi dalle informazioni contenute nel Prospetto Informativo, depositato da Sea in data 16 Novembre 2012, relativo all’offerta globale di vendita e sottoscrizione, finalizzata all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie sul mercato telematico azionario, la cui pubblicazione è stata autorizzata da Consob lo scorso 14 novembre 2012”.

Troppe cose infatti mancherebbero, secondo Legambiente, nelle informazioni pubblicate dalla Sea sulle vere condizioni della società e che invece “sarebbe opportuno far conoscere ai potenziali investitori e risparmiatori”, affermano. Ad esempio le “irrealistiche previsioni di crescita del traffico aeroportuale”: Sea fissa fino al 2015 una crescita media dei passeggeri di Linate e Malpensa del 3,8%, cioè +13,7 milioni a Linate e +26 milioni a Malpensa. Tali stime non sarebbero compatibili, lamenta Legambiente, coi limiti di sviluppo fissati dal decreto Bersani né con gli inviti della stessa Sea al trasferimento di voli a Malpensa.

Altro difetto dei dati forniti dalla società sarebbe la mancata considerazione della crescita dell’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo). Il tutto mentre nei primi nove mesi del 2012 Linate e Malpensa hanno perso in complesso più di 340mila passeggeri e 29mila tonnellate di merce rispetto allo stesso periodo del 2011. Numeri che renderebbero “molto difficile comprendere il progetto della nuova terza pista” per lo scalo varesino, uno dei motivi secondo Legambiente per cui Sea entra in Borsa.

La settimana scorsa era stato il fondo F2i di Vito Gamberale e della Cassa Depositi e Prestiti, che di Sea è socio di minoranza dopo il Comune e la Provincia di Milano, a muoversi contro l’operazione.  Il 20 novembre due consiglieri d’amministrazione di Sea espressi dal fondo hanno infatti scritto al presidente della società, l’ex deputato leghista Giuseppe Bonomi, muovendo accuse gravissime. Lettera che è stata trasmessa alla Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari e che sostiene proprio che nel prospetto informativo di 662 pagine i vertici aziendali non hanno “comunicato al mercato dati sensibili sull’andamento della società”.