Una lettera aperta pubblicata su Facebook al sindaco di Roma Gianni Alemanno, perché dica no al corteo di Casapound in programma nella capitale il 24 novembre. E’ l’iniziativa di un gruppo di giovani di diverse tendenze politiche, che hanno costituito il gruppo “Roma dica no ai raduni fascisti“.

Questo il testo della lettera: “Gli scontri dell’altro giorno a Roma e le tensioni (spesso di estrema destra) che attraversano l’Europa dimostrano la delicatezza del momento storico che stiamo vivendo. Un momento in cui i populismi, di destra e di sinistra, hanno un forte appeal presso le classi meno abbienti. Alcuni chiamano questo fenomeno ‘antipolitica’, noi riteniamo che si tratti di assenza di buona politica. I fatti di violenza e di razzismo di Roma – con una chiara radice antisemita – sono sintomatici di quanto andiamo dicendo da giorni: odio e fascismo vanno combattuti con tutte le armi del dialogo e della tolleranza. Per questo anche a fronte delle violenze inaudite davanti alla scuola ebraica di Roma, siamo a ribadire con forza la nostra contrarietà a cortei di chiara matrice estremista a Roma. Se è vero che la Costituzione garantisce libertà di espressione e manifestazione è anche vero che le istituzioni di Roma e del Lazio dovrebbero prendere le distanze da manifestazioni come quella di Casapound del 24 novembre”.

Condivide l’appello anche il gruppo capitolino del Pd, Umbero Marroni: “Il sindaco troppe volte ha in questi quattro anni strizzato l’occhio al movimento neofascista Casapound. Alemanno è invece sempre pronto ad alzare la voce contro i cortei di studenti e lavoratori invece di coordinarsi con governo e questura. Ora deve pronunciare parole chiare di condanna nei confronti di una formazione neofascista e intervenire presso il questore per scongiurare la manifestazione del 24”.

La risposta di Alemanno non s’è fatta attendere: “E’ inutile che gli esponenti del Pd si agitino tanto per coprire la vergogna di manifestanti di estrema sinistra che non hanno soltanto provocato violenze contro la polizia ma hanno addirittura insultato la Comunità ebraica di Roma davanti la Sinagoga e obbligato più di mille alunni delle scuole ebraiche a rimanere negli edifici fino al termine del corteo. Come sindaco di Roma, ho chiesto una regolamentazione per lo svolgimento delle manifestazioni che deve valere per tutte le parti politiche, per evitare non solo il blocco del traffico ma anche il rischio di degenerazioni violente e di espressioni contrarie alla Costituzione. Questi principi valgono per i Cobas come per Casapound, per i sindacati e per tutti i partici politici, senza nessuna preferenza né tendenza di parte”. E aggiunge: “Questo fa la differenza con gli esponenti del Pd la cui unica preoccupazione è quella di strumentalizzare qualsiasi cosa”.