La pressione fiscale “è cresciuta così tanto da diventare una confisca”, ma “i cittadini non sono cavie” e per questo il Governo deve “ridare, subito, fiducia al Paese abbassando in maniera sostanziale la pressione fiscale su chi lavora e sulle imprese che reinvestono”. Va all’attacco il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, al convegno che si apre oggi a Capri. E aggiunge: “Via ladri, ignoranti e incapaci dalla politica”.

Ieri i “grandi” di Confindustria, e oggi gli under 40. Gli imprenditori continuano a pungolare il governo. Il vicepresidente Aurelio Regina ha criticato la decisione della Commissione lavoro alla Camera sul prelievo una tantum sui redditi per ampliare il fondo sui lavoratori esodati. Una tassa, del 3% sui redditi oltre i 150mila euro, che ha definito “alquanto iniqua, anche perché si aggiunge al prelievo previsto dal decreto ‘Salva Italia’”. La tassa colpisce “una fascia di popolazione che è l’unica che spende” e, pertanto, rappresenta “un’ulteriore minaccia” per i consumi. Parole a cui si sono accodati nella giornata di ieri i principali esponenti dei partiti.

E il governo, per i giovani di Confindustria, deve abbassare le tasse sui redditi da lavoro e d’impresa “per dovere morale”. “Ci pare di assistere – aggiunge – all’applicazione ostinata di teorie e ricette da laboratorio, politiche dimostratesi inefficaci, dimenticando che l’economia è una scienza interpretativa, e che quindi può essere imprecisa e imprevedibile”.

La pressione fiscale “ufficiale toccherà nel 2012 il 45% del Pil”, l’onere sulle imprese “sarà superiore al 68%. ‘Perdiamo duemila occupati al giorno”, avverte il leader dei giovani di Confindustria, Jacopo Morelli, nelle “tesi” al tradizionale convegno di Capri. A chi si candida per governare l’Italia, aggiunge, “chiediamo cosa intenderà fare per i giovani che non hanno lavoro e non riescono a rendersi indipendenti”. 

Il cuneo fiscale e contributivo, evidenzia ancora il presidente degli imprenditori under 40, è “tra i più elevati dell’Ocse: il 53% contro una media dell’Unione europea del 41%”. Un livello che “strangola”. Nelle loro tesi, i giovani imprenditori sottolineano che il taglio dell’Irpef “anche se è un inizio” rischia di essere “vanificato” dall’aumento dell’Iva. Tornano a “condannare l’evasione fiscale” che “va contrastata con ogni mezzo”. E chiedono anche di “lasciare ai redditi bassi più soldi in busta paga, per rilanciare la domanda interna”.

“C’è spazio per interventi drastici, senza ipocrisie”, dice Morelli, che rilancia l’appello per un varo in tempi brevi della Legge elettorale ricordando che “i tre rappresentanti dell’attuale maggioranza, già lo scorso giugno a Santa Margherita Ligure – ricorda -, ci avevano promesso di fare in un mese”. Oggi “è il 26 ottobre e di quella traccia non c’è accordo”. Per il leader dei giovani imprenditori “una classe politica che non mantiene le promesse, mentre chiede ai cittadini sacrifici continui, è indegna. Non è questo che si merita la nazione”.