Se chiedi agli avvocati di Silvio Berlusconi ti rispondono che è la solita generosità del proprio assistito: l’uomo non riesce a sopportare che le persone a cui è affezionato versino in una qualche difficoltà. Fatto sta che nell’ultimo anno e mezzo, l’ex premier non ha comprato solo la villa sul lago di Como da Marcello Dell’Utri, ma anche la casa del pianista delle cene di Arcore, Danilo Mariani e quella del suo storico accompagnatore musicale, Mariano Apicella. Nulla di male. Non fosse che entrambi, venerdì, sono stati chiamati a testimoniare a Milano nel processo che coinvolge l’ex premier, accusato di concussione e prostituzione minorile.

Vestito come un agente di Borsa, Apicella, testimone della difesa, non ha mai guardato i giudici del processo Ruby, la presidente Giulia Turri e le giudici a latere Carmen D’Elia e Orsolina De Cristofaro. Tantomeno si è rivolto ai pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano. Per il quarto d’ora di domande degli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, il cantante ripete quanto ha già detto il suo datore di lavoro: ad Arcore “cene normalissime. Si cantava, si parlava, si dialogava, si raccontavano barzellette”. Ripete più volte il concetto sempre con gli occhi fissi nel vuoto o abbassati. Non guarda mai neppure gli avvocati o l’imputato Berlusconi. Se fossimo negli Usa, esperti di mimica facciale potrebbero ritenere che mentre dà la sua versione del bunga bunga, Apicella è a disagio, è sfuggente.

Il suo è un racconto che combacia, come quello degli altri testimoni della difesa, con le dichiarazioni spontanee di Berlusconi. L’ex premier ha detto che “Apicella si esibiva, anche con me, nel suo fantastico repertorio di canzoni napoletane”. Apicella conferma: “Cantavo anche con il presidente, quando si lasciava convincere”. Alle cene c’era sempre il personale di servizio? “Naturalmente. Sempre”. C’era una discoteca? “Sì e accanto c’era una sala teatro. Così uno poteva vedersi un video o andare a cantare, parlare”. Ha mai visto scene di tipo sessuale? Lo sguardo si fa quasi indignato, Apicella si muove sulla sedia e sbotta: “Ma non scherziamo! Ma quando mai! Atteggiamenti di natura sessuale tra uomini e donne non ne ho mai visti”. Berlusconi? Uno stinco di santo: “Il presidente era sempre rispettoso nei confronti delle ragazze”. Il menestrello era spesso alle cene di Arcore definite “un puttanaio” da Melania T., invitata per una serata dalla sua ex compagna di scuola Nicole Minetti. Proprio perché Apicella è stato ad Arcore almeno “6, 7 volte tra il 2009 e il 2010”, gli avvocati gli chiedono se abbia conosciuto Ruby: “Non ricordo di averla conosciuta, però probabilmente una volta l’avrò vista”. E le è mai stato chiesto di mantenere il riserbo su quelle serate? “No. Mai!”. Uscito dall’aula, il viso lampadato come quello del conduttore Carlo Conti, inforca occhiali a goccia di una marca famosa, saluta i giornalisti e lascia il tribunale.

Sul banco dei testimoni c’è Danilo Mariani. Per il pianista di Arcore, palazzo Grazioli e villa Certosa, a Berlusconi durante le feste non è scappato neppure un abbraccio paterno: “Non c’erano contatti fisici tra Berlusconi e le sue ospiti ma solo strette di mano”, anche se alcune delle giovani ospiti ballavano “in modo sexy, provocante”. Il pianista racconta d Ruby. Si fa fatica a sentirlo sia per l’audio pessimo dell’aula sia per il suo tono di voce basso, incerto. Ricorda che una sera la ragazza “su YouTube fece vedere il video di una cantante egiziana, diceva che era sua madre”. Anche Mariani conferma che erano sempre presenti i camerieri e il barman. Alcool a fiumi durante le feste? Ragazze sbronze? Assolutamente no: “In discoteca si beveva moderatamente: il drink più alcolico era a base di champagne”. E Berlusconi cosa faceva? Da buon padrone di casa “stava seduto e parlava con gli ospiti”.

Da buon mecenate, del resto, Berlusconi ha anche acquistato due case dai suoi testimoni. L’Immobiliare Dueville, partecipata al 40 per cento dalla Dolcedrago di Berlusconi e per il restante 60 per cento da due delle 22 società che controllano Fininvest, ha infatti investito il 28 giugno 2011 in un’abitazione accatastata come “popolare” di 4,5 vani a Cecchina, frazione di Albano Laziale, in Provincia di Roma. Il beneficiario della vendita è il menestrello Apicella.

Non è il solo. La stessa Immobiliare Dueville, nello scorso gennaio, ha anche fatto un favore a un altro amico di vecchia data del Cavaliere, il pianista Mariani, acquistando in località Sarteano (comune senese di cinquemila anime) una casa di modesto pregio: “Corridoio di ingresso, cucina, bagno, due camere, soggiorno, ripostiglio e balcone, con annessa soffitta non praticabile al secondo piano e area pertinenziale esclusiva” è scritto nell’atto . La circostanza, nel febbraio scorso, è stata anche motivo di campagna elettorale nel piccolo centro toscano. Simonetta Losi, consigliera comunale di minoranza (è, neanche a dirlo, del Pdl), moglie e corista di Mariani, ha attaccato il sindaco: “Ha detto che la mia casa non era del livello delle altre dimore di Berlusconi. Ma come si permette? A lui abbiamo detto che volevamo costruire una villetta in zona, ma che non riuscivamo a vendere la nostra abitazione in viale Umbria. Allora lui generosamente si è offerto di farla acquistare”. C’è anche un video dell’agenzia Impress, in cui Mariani spiega che Berlusconi ha pagato la casa a un prezzo giusto (non dice quanto), che gli ha fatto senza dubbio un favore, ma che non ha comprato con questo il suo silenzio sulle notti di Arcore dove “ci sono state anche mia moglie, mia figlia e mia suocera”. Come non credere all’autore dell’inno Pdl.

di Eduardo Di Blasi e Antonella Mascali

Da Il Fatto Quotidiano del 21 ottobre 2012