50 milioni di euro in più per i comuni colpiti dal terremoto, provenienti direttamente dai tagli ai finanziamenti dei partiti. L’annuncio di nuovi fondi per le regioni devastate dai fenomeni sismici del 20 e del 29 maggio, derivati proprio da quella politica che in questi giorni tanto sta facendo discutere l’Italia, arriva dal presidente del Senato Renato Schifani. Che oggi ha visitato la bassa modenese per “testimoniare” la vicinanza del governo e “verificare, dopo alcuni mesi, l’andamento delle cose”.

“Il presidente del Consiglio – ha spiegato Schifani durante l’ispezione, accompagnato dal commissario straordinario Vasco Errani – a giorni attribuirà alle zone disagiate del Paese, e quindi quelle terremotate e alluvionate, le somme risparmiate grazie alla riduzione tempestiva dei finanziamenti ai partiti”. Una cifra compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro, secondo la stima fatta da Schifani stesso, a cui si somma quanto è stato risparmiato proprio da Palazzo Madama: circa 21 milioni di euro che il Senato ha restituito al ministero dell’Economia, “con l’auspicio che potessero essere dirottati all’Emilia”.

Dopo aver incontrato i sindaci delle città colpite dal terremoto e le autorità locali, tra cui i parlamentari eletti dal territorio, Carlo Giovanardi e Isabella Bertolini del Pdl e Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico del Pd, oltre al vescovo di Modena, Antonio Lanfranchi e quello di Carpi, Francesco Cavina, il presidente del Senato si è recato a Finale Emilia. Proprio la città – epicentro del primo sisma, quello del 20 maggio, dove molto è andato perduto. Dove si trova, ad esempio, la torre dell’orologio, uno dei monumenti simbolo dell’Emilia devastata.

“Dovete fidarvi perché le istituzioni stanno facendo quadrato, quelle centrali, locali e regionali – ha assicurato passando dalle macerie della torre, a quelle della rocca – Vi è un sistema di solidarietà che funziona, che non è assistenzialismo ma sostegno. Voi non chiedete assistenza, vi state dando da fare con grandissima dignità, grandissimo decoro e di questo siamo orgogliosi perché dimostra che il Paese ha al proprio interno realtà sane che non si inchinano davanti alle disgrazie”.

Subito dopo, Schifani si è recato a San Prospero, dove ha incontrato i lavoratori della Ptl, una delle numerose aziende emiliane gravemente lesionate dalle scosse. Agli operai che l’hanno accolto ha ricordato che sono “tanti gli imprenditori e tanti i sindaci che stanno lavorando in maniera generosa ed eccelsa. Costituiscono un esempio per l’altra parte dell’Italia che purtroppo sta male e va guardata con grande considerazione”.

Tutte le zone colpite dal sisma, ha chiarito il numero uno di Palazzo Madama, “non devono essere dimenticate”. Le stesse parole che in Emilia riecheggiano da mesi ormai, negli appelli dei sindaci, degli imprenditori, delle associazioni, dei sindacati. E ovviamente, della popolazione. Perché a quasi cinque mesi da quella prima, drammatica notte, ben poco lo Stato ha fatto per chi sta cercando di rialzarsi in piedi. Solo promesse su promesse, alternate da richiami alla “rapidità” e alla “tempestività” che però “non pagano le fatture”.

“Come sempre speriamo che dalle parole si passi ai fatti – chiarisce Rudi Accorsi, sindaco di San Possidonio, che oggi non ha partecipato all’incontro a Modena perché in città si lavora a pieno ritmo per poter riaprire le scuole lunedì – sino a oggi abbiamo ricevuto dallo Stato solo una parte di ciò che abbiamo speso per gestire l’emergenza, ma attendiamo fiduciosi”.

Positiva la visita di Schifani anche per Carlo Martini, primo cittadino di Concordia sulla Secchia, che insieme al commissario Errani e ai sindaci delle città terremotate, ha presentato alcune istanze “fondamentali” che “speriamo vengano presentate anche al governo”. Tre, in particolare, sono le priorità per l’Emilia post terremoto. La prima è che “agli annunci seguano i soldi – spiega pratico Martini – ma è altresì importante che si pensi a una deroga al patto di stabilità anche per il 2013, perché c’è la necessità di continuare a finanziare la ricostruzione”. Ultimo punto, la questione fiscale. Come aveva ricordato anche Luisa Turci, sindaco di Novi di Modena, solo qualche giorno fa, lo Stato “deve prevedere già dal prossimo anno provvedimenti fiscali adeguati allo stato di emergenza che l’Emilia sta ancora vivendo, soprattutto per le imprese. Sia per le aziende colpite direttamente dal terremoto, sia per chi ha subito danni indiretti”.

Schifani, commenta Martini, ha promesso che si farà portavoce “delle nostre istanze anche a Roma. Speriamo che questa promessa venga mantenuta”.