Matteo Renzi non ci sta: le nuove regole per le primarie spaccano il Pd. Il sindaco di Firenze afferma di non capire per quale motivo “il Pd deve aver paura di primarie libere e aperte”. Tutti i sondaggi, ha affermato in un’intervista all’Unità, “al di là dei voti ai singoli nomi in corsa, su una cosa sono unanimi: il Pd sta crescendo. E sale grazie al confronto che s’è aperto con le primarie. Adesso invece le vogliono fare finte”.

Doppio turno, albo degli elettori, patto di coalizione, le regole che saranno sottoposte alla votazione dell’assemblea sabato. “E’ un boomerang – ha dichiarato – e Bersani non lo può permettere”. In merito all’albo pubblico, “suona stravagante che la stessa organizzazione di partito che non ha ancora reso pubblici i votanti delle scorse primarie voglia oggi rendere pubblici quelli che voteranno alle prossime, ma se non ci sono problemi di privacy per me nulla osta”, dice Renzi. 

Quanto al certificato di elettore del centrosinistra, “è inaccettabile arrivare a dover ritirare una tessera”, mentre è “allucinante un doppio turno in cui può votare solo chi ha votato al primo. Un clamoroso autogol”.“Sarebbe strano se alle primarie del centrosinistra si consentisse di correre a Tabacci e non al sindaco Pd di Firenze”, osserva Renzi. “Tra l’altro ci stanno regalando la possibilità di fare le vittime”.

Definisce “un’accusa umiliante per me, ma anche per chi lo dice”, la tesi secondo cui con una sua vittoria sarebbe il colpo finale per il centrosinistra. “Se gli elettori premiano un candidato diverso da quello che D’Alema o chi per lui immaginano, non è che finisce il centrosinistra”. 

Reazione “incomprensibile quella di Matteo Renzi”, secondo il responsabile economico del Pd Stefano Fassina, intervistato da Repubblica, perché “dovrebbe sentirsi tutelato” dalle nuove regole al vaglio per le primarie. L’albo degli elettori, dichiara, ”è una precisazione, perché abbiamo una lunga esperienza di primarie e ci sono stati i casi di Napoli, di Palermo, di Lecce, e cioè il rischio di inquinamento. Vogliamo solo precisare regole di garanzia”.

Per Fassina “è giusto” che al secondo turno delle primarie possa votare solo chi ha votato al primo, perché “non stiamo andando a selezionare chi fa l’amministratore del condominio, ma chi si candida alla presidenza del Consiglio”. Il Pd, osserva, “cede sovranità nel momento in cui fa le primarie aperte, e a questo deve corrispondere una assunzione di responsabilità” da parte di chi vota. “Chi sostiene il centrosinistra lo faccia in modo trasparente”. 

Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, questa mattina ad Agorà, sui Rai Tre ha detto che “c’é un problema: se si clicca su internet ‘brogli elettorali‘, campeggia Putin ma campeggia anche il Partito democratico e tutte le primarie che finora abbiamo fatto. Io che sono un militante di questo partito vorrei che la prossima volta le primarie fossero regolate e cliccando su Google ‘Pd’ ed ‘elezioni’ non venisse fuori ‘brogli'”. “E’ giusto – ha aggiunto – si discutano le regole per accedere alle primarie. Intanto va cambiato lo statuto per consentire a Renzi di candidarsi. E’ giusto che possa accedere chi davvero è deciso per il centrosinistra”. 

Così come sono state anticipate, le nuove regole per partecipare alle primarie che verranno messe ai voti dell’Assemblea nazionale del Pd “non tagliano fuori nessuno, tanto meno Renzi”. Così Pippo Civati ospite questa mattina a Omnibus su La7. Secondo il consigliere regionale del Pd infatti l’albo pubblico non rappresenta un problema, “l’importante è che non si debba andar a fare una registrazione nei giorni prima per poter partecipare alla Primarie: questa è la vera questione che penalizzerebbe Renzi e tutti gli elettori, perché vorrebbe dire andare due volte a votare il proprio candidato”.

E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani con una lettera all’Unità ha risposto alla missiva di Ignazio Marino pubblicata ieri sullo stesso quotidiano: ”Come candidato ma anche come segretario del Pd mi aspetto da tutti i democratici che intendono impegnarsi nelle primarie il riconoscimento e il rispetto per il lavoro programmatico svolto dal partito”. 

Il lavoro programmatico è “un patrimonio che sarà essenziale per arrivare ad avere un quadro di riferimento unitario insieme alle altre forze politiche della coalizione, anche grazie al contributo della nostra Carta d’Intenti”,“Sarà poi il candidato premier scelto con le primarie a organizzare in modo più specifico, in questo quadro generale, il programma di governo con il quale i progressisti si proporranno alla guida del Paese nelle prossime elezioni politiche”.

Le primarie, conclude Bersani, “non sono una sfida tra noi, ma il contributo coraggioso dei progressisti che si mettono in gioco apertamente per riavvicinare i cittadini alla politica, per parlare di Italia, per aprire tutti insieme una nuova stagione per il nostro Paese”.